Credit crunch, il problema dei “piccoli”


La stretta creditizia, il cosiddetto ‘credit crunch’, penalizza ancora le piccole imprese emiliano-romagnole. E’ quanto emerge da uno studio dell’Osservatorio della Confesercenti regionale secondo cui i prestiti bancari alle imprese commerciali e turistiche sono arretrati anche nel quarto trimestre del 2014 per le aziende di minore dimensione: le micro imprese, ossia quelle fino a 5 addetti, hanno registrato una contrazione del 7,1%, il dato più pesante tra tutte le regioni italiane. In calo anche il credito per le società da 6 a 10 addetti, sceso del 4,4% mentre è aumentata del 5,5% la disponibilità di credito per le imprese con oltre 20 addetti. A livello complessivo, in regione, le imprese del commercio e del turismo hanno registrato un incremento del credito pari al 2,3%. Quanto alla dinamica tendenziale delle sofferenze lorde, invece, questa vede le imprese commerciali e turistiche fino a 5 addetti in posizione più virtuosa rispetto a quelle più grandi, facendo registrare in Emilia-Romagna un aumento del 9,9%, meno della metà rispetto al complesso delle imprese del settore (20,3%) e con un risultato che si colloca tra i migliori delle diverse regioni italiane. Le società tra i 6 e i 19 addetti, invece, hanno registrato una crescita del 27,9% e quelle con almeno 20 dipendenti del 20,7%. “I dati dell’osservatorio ancora una volta certificano il forte svantaggio nell’accesso al credito da parte delle piccole imprese commerciali e turistiche – sostiene Stefano Bollettinari, direttore Confesercenti Emilia-Romagna – rispetto alle imprese di maggiori dimensioni e in modo più forte nella nostra regione rispetto alla media nazionale. Ribadiamo la nostra richiesta formulata anche pochi giorni fa nell’ambito del Congresso Europeo del Commercio e del Turismo Urbano di intervenire con urgenza con norme mirate per le piccole imprese; occorre una sorta di ‘Piano Marshall’ per sostenere il commercio di prossimità”.

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