Crack Parmalat, vittoria a metà per i risparmiatori


PARMA, 27 MAG. 2010 – Giustizia è fatta per gli obbligazionisti Parmalat. La sentenza di secondo grado pronunciata ieri dal tribunale di Milano, ha portato a un risultato quasi insperato. La corte ha infatti stabilito una provvisionale di circa 105 milioni di euro per i danneggiati dal crack del gruppo di Calisto Tanzi. L’ex re del latte, insieme a Luciano Silingardi (ex amministratore indipendente ed ex presidente di Cariparma) e a Giovanni Bonici (ex presidente di Parmalat Venezuela e amministratore delegato di Bonlat), tutti condannati ieri, dovranno dunque risarcire i risparmiatori truffati che si sono costituiti parte civile nel processo. I quali, nel caso in cui anche la Cassazione confermerà la sentenza della corte d’Appello, potranno già rivalersi nei confronti di Tanzi e Co., senza dover ricorrere ad alcun processo in sede civile, cosa che allungherebbe di nuovo i tempi in maniera notevole.L’unico inghippo ora, non di poco conto, è che i responsabili del crack risultano essere nullatenenti. Eccezione fatta per il famoso tesoretto in opere d’arte posseduto da Tanzi e sequestrato dal tribunale di Parma che lo ha messo a disposizione dei risparmiatori. I quali, ovviamente, sperano che in un futuro prossimo possa emergere qualche altro oggetto di valore nascosto ai magistrati. "Ci aspettiamo un intervento da parte di chi deve controllare che i protagonisti del crack siano effettivamente nullatenenti", ha spiegato ai microfoni del Tg3 Angela Cordani, presidente Federconsumatori di Piacenza. La vittoria dei risparmiatori arrivata ieri non era affatto scontata. In primo grado, i giudici avevano negato le provvisionali sostenendo che non fosse possibile fare un calcolo dei danni subiti dagli obbligazionisti. La concessione dei 105 milioni di risarcimento si va a unire ai 90-95 milioni di euro già ottenuti attraverso accordi di transazione con Bank of America.

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