Crack Parmalat, Tanzi di nuovo in prigione


PARMA, 5 MAG. 2011 – Il campanello che Tanzi non avrebbe mai voluto sentire è suonato. A farlo vibrare è stata la Guardia di Finanza, che oggi alle 15 e 30 si è presentata alla villa di Alberi di Vigatto, alle porte di Parma, per eseguire l’arresto dell’ex patron di Parmalat. "Signora, siamo della Guardia di Finanza", ha detto un agente presentandosi al citofono. Dopo di che due Suv Mercedes delle fiamme gialle sono entrate nel parco che circonda la villa.Per l’ex cavaliere, con la sentenza di ieri in Cassazione, è diventata definitiva una condanna a otto anni e un mese per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza. Reati commessi nell’ambito della vicenda del crack Parmalat, avvenuto nel 2003 e conosciuto anche come la bancarotta più grossa mai creata da una società europea. Un buco quantificato in 14 miliardi di euro.Nella condanna passata in giudicato ci sta anche scritto che Calisto Tanzi deve restituire 105 milioni di euro ai 37 mila risparmiatori che si sono costituiti parte civile nel processo. Il problema è che l’ex cavaliere quei soldi non li ha. Non possiede nemmeno la villa dove i finanzieri sono andati a prenderlo per portarlo in carcere.La prima sentenza definitiva sul crack è costata un mezzo infarto all’ex magnate del latte. Nel sentirla pronunciare, ieri pomeriggio, Tanzi si è sentito male. Un cardiologo si è trattenuto nella sua dimora fino alle 22.30. Per questo motivo i legali avevano presentato una richiesta di arresti domiciliari. Domanda corroborata dal fatto che il loro assistito ha più di settant’anni, età oltre la quale la legge ex Cirielli (conosciuta anche come salva-Previti) esclude la prigione.Ma il provvedimento notificato dal sostituto procuratore generale di Milano Carmen Manfredda, è stato di carcerazione. Un arresto riconducibile esclusivamente al passaggio in giudicato della sentenza di condanna. Il pericolo di fuga, del quale si era parlato nei mesi scorsi, non c’entra. Nel corso delle indagini sul crack, Calisto Tanzi ha già scontato in totale 12 mesi di arresti, tra carcere (275 giorni) e domiciliari.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet