Crack Parmalat, attesa per la sentenza definitiva su Tanzi


PARMA, 2 MAG. 2011 – Per Calisto Tanzi potrebbero essere gli ultimi giorni in libertà. Mercoledì sera è infatti previsto il verdetto finale della Corte di Cassazione chiamata a sentenziare sulla condanna a dieci anni procuratasi dall’ex patron di Parmalat al Tribunale di Milano. Dieci anni confermati dalla Corte d’appello il 26 maggio 2010. L’accusa era di aggiotaggio su titoli dell’azienda, e ostacolo all’autorità di vigilanza.La suprema corte ha iniziato oggi la discussione del ricorso contro tale condanna. Nel caso la richiesta presentata dai suoi difensori venisse respinta, per l’ex cavaliere si aprirebbe per lo meno lo scenario degli arresti domiciliari, visto che ha superato i settant’anni. A graziarlo è la legge ex Cirielli, detta anche "salva-Previti".Nell’udienza di oggi ha parlato il procuratore generale della Cassazione, chiedendo la conferma della condanna e l’accusa di colpevolezza per Tanzi, prevedendo, tuttavia, una rideterminazione al ribasso della pena. In base alla requisitoria della procura della Suprema Corte esce confermata anche la condanna, subita in appello da Tanzi, a risarcire ai 32 mila risparmiatori truffati il 30%, a titolo di provvisionale, per i bond divenuti carta straccia. In primo e secondo grado i risparmiatori erano riusciti a portare a casa circa 90-95 milioni di euro, concludendo accordi di transazione.Dopo l’assoluzione delle banche straniere e dei loro manager, sempre per il reato di aggiotaggio, la decisione della Cassazione porta alla seguente verità giudiziaria: che il più grande crack mai avvenuto a livello europeo è stato interamente architettato a Collecchio.

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