Crack Guru, quattro anni a Cambi e soci


PARMA, 28 MAG. 2009 – Si è conclusa con tre patteggiamenti a tre anni e 11 mesi la vicenda relativa al crac di Jam Session, la società che deteneva il marchio Guru creato dall’imprenditore della moda Matteo Cambi. Il Gup Maria Cristina Sarli ha ratificato i patteggiamenti che Cambi, sua madre Simona Vecchi e il patrigno Gianluca Maruccio De Marco avevano proposto alla Procura ottenendo il consenso della Magistratura inquirente già alcuni mesi fa. Il Gup ha “scontato” la pena concordata originaria (quattro anni per i tre imputati) di un mese in relazione ai fatti avvenuti prima del maggio 2006, il mese in cui è diventato efficace l’indulto. Il buco causato dai comportamenti illeciti messi in atto da Cambi e familiari ammonta a circa 120 milioni. La Procura ha acconsentito ai patteggiamenti solo dopo che i tre imputati hanno accettato di risarcire una parte del danno.Il risarcimento ammonta a 21,5 milioni che saranno realizzati attraverso la vendita di alcuni beni immobili e mobili. Appartamenti, una villa a Forte dei Marmi e altri beni (tra cui i circa 200 Rolex sequestrati dalla Gdf) saranno posti in vendita per ripianare una parte degli ammanchi che il Gruppo moda ha subito a partire dal 2005.I tre si trovano attualmente agli arresti domiciliari nella villa di viale Campanini 21 in una delle zone più belle di Parma (anche la villa sarà messa all’asta a settembre). Vi resteranno fino alla scadenza dell’anno di pena. Dopo questo periodo potranno essere ammessi, in prova, ai servizi sociali. Matteo Cambi sta proseguendo il programma di recupero del Sert. Il giovane imprenditore infatti aveva problemi di droga e alcol che, già dopo l’arresto, avevano indotto la Magistratura ad acconsentire alla richiesta di affidamento di Cambi alla Comunità ‘Betania’ di don Luigi Valentini. Nel corso dell’inchiesta sul crac della ‘Margherita’ il curatore fallimentare ha raggiunto un importante accordo per la vendita dell’azienda creata da Cambi, che adesso appartiene al Gruppo indiano Bombay Rayon Fashions che ha pagato 26 milioni per portare a casa il prestigioso marchio. Soddisfatti i legali di Cambi, Mario Bonati e Stefano Putinati. "Si tratta del più cospicuo risarcimento nella storia dei crac delle aziende italiane", ha detto Putinati. Ora restano da accertare le responsabilità di altri 15 indagati. Persone e aziende che hanno attinto alle casse della Guru. E dev’essere definito l’aspetto fiscale, vale a dire il danno causato all’erario dal nero della Guru.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet