Crac Parmalat, Tanzi si pente e si dice consapevole dei reati


BOLOGNA, 26 MAR. 2012 – "Mi pento dello stato di esaltazione che all’epoca non mi ha consentito di percepire che celando le reali condizioni del Gruppo non sarei uscito dal tunnel dei debiti e dalla spirale di reati che per tale motivo andavo compiendo". Sono queste le parole lette e pronunciate con voce tremolante da Calisto Tanzi nel corso dell’udienza di oggi per il processo d’appello per il crac Parmalat. L’ex patron del gruppo di Collecchio ha sottolineato che con sé porterà sempre il peso indelebile delle sofferenze causate a tutti coloro che per colpa sua hanno subito danni. La corte d’Appello deve decidere se confermare la condanna di primo grado, pari a 18 anni per l’ex Cavaliere oggi detenuto al carcere di Parma. Tanzi è arrivato in ambulanza all’udienza di oggi, senza manette, ma con un sondino al naso per l’alimentazione forzata. L’ammissione di colpa contenuta nella sua dichiarazione spontanea è l’ultima mossa giocata dai suoi legali, che stanno chiedendo, oltre che la riduzione della pena già iniziata a scontare, la concessione degli arresti domiciliari per il loro assisitito.

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