Crac Parmalat, Tanzi perde anche il secondo cavalierato


ROMA, 20 SET. 2010 – E due. Calisto Tanzi sta pagando molto cari i cinque patteggiamenti e la condanna di aggiotaggio che ha collezionato dopo il crac Parmalat. Appena un mese e mezzo dopo aver detto addio al Cavalierato di Gran Croce, l’ex patron di Collecchio perde infatti un’altra prestigiosa onoreficienza dello Stato italiano. Venerdì scorso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha accolto la proposta del Ministro dello Sviluppo Economico e ha firmato il decreto di revoca "per indegnità" della decorazione di Cavaliere al Merito del Lavoro, che era stata conferita all’ex re del latte il 2 giugno 1984.Dopo le complesse vicende finanziarie e giudiziarie i cui era rimasto coinvolto Calisto Tanzi, il Ministro dello Sviluppo Economico aveva chiesto di cancellare l’onorificenza ritenendo che sussistessero "le condizioni previste dalla legge per la revoca". E sarà ora lo stesso ministero di Via Veneto, come si afferma nel decreto presidenziale, a curare la trascrizione del provvedimento nell’albo dell’Ordine, oltre che a farlo pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.Pezzo dopo pezzo, la credibilità di Tanzi va quindi sgretolandosi, proprio mentre a Parma si sta concludendo un altro processo per il crac del gruppo di cui era alla guida. Adesso all’ex numero uno Parmalat rimangono la medaglia d’oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte e il premio Sant’Ilario, che la città di Parma conferisce ai suoi cittadini più illustri. Non è detto però che anche in questi due casi, prima o poi, non arrivi un doveroso ripensamento.

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