Crac Parmalat, lieve malore per Tanzi in aula


BOLOGNA, 9 GEN. 2012 – L’immagine è quella di un uomo abbattuto e depresso. A prima vista sembra un pensionato triste, di quelli che rimuginano il passato. Quello di Calisto Tanzi, di passati, è di tipo elitario: è stato a capo di una delle principali aziende alimentari italiane, amico di politici e banchieri, finanziatore di partiti e giornali. Oggi è un detenuto che ha già scontato 8 mesi degli 8 anni ai quali è stato condannato per il reato di aggiotaggio.A Bologna in mattinata si è tenuta un’udienza del processo d’appello per la bancarotta Parmalat. L’ex patron è arrivato in manette ma stato fatto sedere però libero accanto ai suoi difensori. Visibilmente dimagrito, a un certo punto ha detto di sentirsi male. L’udienza è stata sospesa per dieci minuti. Poi, finito l’intervento di uno dei suoi difensori, si è fatto riportare in carcere a Parma.Gli avvocati dell’ex re del latte hanno ribadito con i cronisti la preoccupazione per le condizioni di salute del loro assistito. Hanno inoltre spiegato di aver presentato una nuova istanza per fagli ottenere i domiciliari. La domanda sarà discussa a marzo. Sinora le richieste di arresti domiciliari sono state respinte. A pesare negativamente è stata la vicenda dei quadri nascosti.

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