Cps Color, timori di delocalizzazione a San Felice


©Trc18 OTT. 2012 – Le gru sono al lavoro sui capannoni crollati e sul piazzale interno dell’azienda sono ancora montate le tensostrutture in cui, subito dopo il sisma, la produzione è ripartita. Nulla lascerebbe presagire l’intenzione della proprietà svedese di Cps Color Equipment, colosso mondiale nella produzione di tintometri, di abbandonare il sito di San Felice al suo destino. Eppure, fuori dai cancelli, questa mattina c’erano decine e decine di lavoratori, bandiere e striscioni di protesta. Hanno incrociato le braccia per 4 ore, il primo sciopero in oltre 30 anni di attività, per rivendicare dalla direzione aziendale un tavolo di confronto vero sulle prospettive dello stabilimento modenese. Dopo il terremoto, grazie anche all’impegno di lavoratori e tecnici, l’azienda è stata una delle prime a riprendere l’attività produttiva, distinguendosi come modello da seguire. Eppure, dicono i sindacati, arrivano da mesi segnali preoccupanti, quali lo spostamento di parte della ricerca e sviluppo verso gli stabilimenti in India. E a chiedere rassicurazioni, ora, è anche l’amministrazione comunale.

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