Cpl, tutto rimandato alla prossima settimana


Il “massimo impegno” e la “massima sollecitudine” nell’effettuare “tutti gli approfondimenti necessari” sulla situazione di CPL Concordia. Niente di più è emerso dall’incontro che si sperava decisivo fra Ministero del Lavoro, Regione e Sindacati, e che invece si è risolto in una sostanziale fumata grigia. Al Ministero serve più tempo, almeno una settimana, per effettuare verifiche tecniche sulla fattibilità degli ammortizzatori sociali. Per la prima volta si è parlato esplicitamente di cinquecento soci lavoratori a rischio sui milleottocento in forza a CPL: numeri sostenibili soltanto da una vertenza di livello nazionale, che trovi la formula giusta per tutelare i lavoratori della cooperativa su tutto il territorio nazionale. In ballo ci sono sempre l’interdittiva antimafia e il danno di reputazione inestimabile subìto dall’azienda in seguito agli arresti per le presunte tangenti legate alla metanizzazione di varie aree della Campania. Al tavolo erano presenti anche il Prefetto modenese Michele di Bari e i Commissari da lui nominati, che hanno evidenziato le difficoltà preesistenti dell’azienda, oltre agli elevati livelli professionali che essa garantisce. “La priorità” ha commentato il prefetto, “è salvaguardare l’occupazione e scongiurare tensioni sociali”. Il recupero produttivo, secondo la Regione, è l’unica via per riuscirci, e proprio da viale Aldo Moro potrebbero arrivare risorse per aiutare i lavoratori sul fronte della formazione professionale, anche nell’ipotesi di un eventuale ricollocamento: politiche attive che, tuttavia, non riducono l’importanza cruciale di quelle passive. E se l’appuntamento fra azienda e Ministero è rimandato alla settimana prossima, già domattina in CPL si terrà un’importante assemblea sindacale per varare un piano temporaneo d’azione. Già da ieri infatti una ventina di lavoratori risultano sospesi.

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