Costruzioni in ginocchio: -60% negli appalti pubblici


“Da una parte il comparto viene definito la spina dorsale del Paese, dall’altra le istituzioni fanno sentire le pmi ‘invisibili’ e senza nessuna protezione, pur essendo quelle che pagano le tasse in modo stabile e con controlli che non permettono disallineamenti – sottolinea Monica Telleri -. Di fatto non esiste welfare per gli artigiani di questo Paese. Eppure dall’estero vengono a studiare il nostro sistema artigianale, prendendo spunti per tentare di replicarlo, mentre l’Italia, che è detentrice di questa grande opportunità, la sta disgregando. Sono state fatte tante promesse a favore delle pmi ma per ora l’unica cosa certa è che la burocrazia continua a crescere, assieme ai costi dell’apparato che ci sovrasta e alle tasse, nascoste dietro sigle sempre diverse per deviare l’attenzione”. A proposito, della situazione specifica del Comparto Costruzioni, Monica Telleri riprende i dati usciti dal SAIE 2014, evidenziando le centinaia di migliaia di posti di lavoro persi nel comparto, il crollo medio di oltre l’80% dei permessi di costruire, il calo del 60-70% degli appalti pubblici, senza segnali di ripresa. “In una situazione come questa – sottolinea la dirigente Lapam Confartigianato – qualche nota positiva c’è, come la proposta di rinnovare le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni e sull’efficentamento energetico. Auspichiamo però che non venga applicata, sui bonifici legati alle stesse, una ritenuta di acconto dell’8% (oggi del 4%), aumentando le difficoltà per le imprese che, grazie a questo provvedimento, vogliono operare in regola e alla luce del sole. Infatti, oltre allo sconto che forzatamente devi riconoscere ai privati, si aggiunge un ulteriore 8%, riducendo di fatto la liquidità e la marginalità, già ridotta al minimo, delle imprese. Come Lapam a questo proposito, ci siamo battuti per chiedere di rendere gli studi di settore più equi. Attualmente per le grandi imprese non esiste alcun tipo di parametro per il calcolo delle tasse, ci chiediamo dunque quando arriveremo davvero all’equità fiscale, di cui tutti parlano. In un Paese che ha 130.000 leggi e dove il lavoro irregolare la fa da padrone, agli occhi dei cittadini sono gli imprenditori che lavorano nel rispetto delle regole e che sono quindi costretti a non poter scendere al di sotto dei costi di gestione della propria impresa a sembrare ‘ladri’. Continuano ad uscire novità normative che sembrano più indirizzate a trovare lavoro ad apparati che ormai hanno poco da fare che per risolvere i problemi del paese – conclude Monica Telleri – come si può pensare di parlare di ripresa?”.

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