Costi della politica, inizia la cura dimagrante


BOLOGNA, 13 GIU. 2010 – Ridurre le spese di funzionamento. Questa una delle parole d’ordine pronunciate da Errani qualche giorno fa in occasione del suo discorso di programma. Detto e fatto. O meglio, iniziato. Da mercoledì scorso una delibera pubblicata sul sito della giunta regionale dell’Emilia-Romagna indica il primo provvedimento "dimagrante": un taglio del del 5% di tutte le spese per il personale delle ‘strutture speciali’, ovvero le segreterie di presidenza, di vicepresidenza, di sottosegretariato, e degli assessorati. Il risparmio che si dovrebbe concretizzare nel 2010 dovrebbe risultare pari a 175 mila euro.Nessun taglio invece, ma nemmeno aumenti, per la gestione del gabinetto di presidenza, che resterà pari a 7 milioni e 270 mila euro. Stessa cosa vale per l’ufficio stampa della giunta, il cui budget resterà di 2 milioni e 144 mila euro. Ai tagli sulle spese di personale e delle strutture speciali della giunta seguirà la riduzione del 10 per cento dell’indennità del presidente e di quella degli assessori. Decisione che verrà presa da qui alla fine dell’anno in sede di Assemblea legislativa. Quest’ultima non sarà esente da provvedimenti "dimagranti". Il Consiglio regionale sarà infatti chiamato nei prossimi mesi a esprimersi anche sui tagli che lo riguardano. L’idea di Errani è di fare riferimento a una media dei compensi percepiti nelle regioni europee.Ma quanto guadagna un consigliere regionale in Emilia-Romagna? Attualmente i loro compensi si piazzano in una zona di mezza classifica se si guarda ai dati pubblicati sul sito parlamentiregionali.it (i numeri sono aggiornati a un anno fa). La loro indennità viene calcolata sul 65% dell’indennità parlamentare ed esclude i rimborsi a piè di lista cui onorevoli e senatori hanno diritto. L’importo mensile percepito è di 7690 euro netti, di questi 5011 sono di stipendio base, mentre gli altri 2679 derivano dalla soglia minima dei rimborsi.I rimborsi, nel panorama delle indennità dei consiglieri regionali italiani, possono raggiungere consistenze rilevanti, vedi il caso della Lombardia dove la quota minima per tale voce è di 6362 euro, con uno stipendio però che si "ferma" a 3602 euro. In totale sono più ricchi degli emiliano romagnoli di 2274 euro. A portare a casa ancora di più dei lombardi ci pensano i consiglieri di di Sardegna e Calabria, con oltre 11mila euro al mese percepiti. Una quota sfiorata da quelli di Sicilia (10964) e Campania (10817 euro).Non tutte le regioni spendono e spandono per stipendiare i propri parlamentini. Chi investe di meno dell’Emilia-Romagna in indennità è la Toscana, la più oculata in questo tipo di spese, con 5288 euro di cui poco oltre 3 mila di stipendio e poco più di 2000 di rimborsi. Ma in Europa c’è chi è di gran lunga più parsimonioso. E’ il caso dei consiglieri dei Lander tedeschi i quali hanno un tetto massimo imposto a 4600 euro mensili. In Spagna, invece, i compensi si aggirano sui tremila euro, mentre in Francia oscillano dai dai 1500 ai 2700 euro.

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