“Cosa ho fatto per meritarmi questo?”


12 MAR. 2009 – "A volte sapete cosa mi chiedo? Ma questa povera Vanna Marchi cosa ha fatto quel giorno che è nata il 2/9/1942? Ma perché mi succede tutto questo?". Forse la risposta è semplice: perché è stata condannata per aver truffato una buona quantità di persone. Ma dietro la domanda retorica, in fondo Vanna Marchi ripropone l’interrogativo che già ci siamo posti anche noi nei giorni scorsi. Ma come hanno fatto a finire in galera Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile in un paese dove (a meno che uno non sia un extra-comunitario clandestino o un romeno) finire dietro le sbarre non è facile facile. Non stiamo facendo del qualunquismo, ma il riferimento è preciso: uno dei romeni accusati dello stupro della Caffarella secondo una sentenza è stato scagionato dal test del Dna ma rimane recluso per calunnia. Un caso, oseremmo dire, unico al mondo; soprattutto considerando che la calunnia (come insegnano a scuola) è un grado sotto la diffamazione, reato per il quale centinaia di giornalisti (magari tutti innocenti, non è questo il punto) sono oggi sotto processo.Parlando in una video-intervista pre-registrata e messa in onda da Porta a Porta, la Marchi e la figlia chiedono: “Non spegnete i riflettori su Vanna Marchi dopo averla spremuta per 30 anni. Perché Vanna Marchi è la televisione”. Parole sacrosante. Tanto che la Cassazione, che proprio oggi ha depositato la sentenza che rende definitiva la condanna per le due signore, spiega il perché di una condanna così pesante. Vanna e Stefania "sfruttavano la notorietà di maghe e guaritrici" televisive per ingenerare nelle vittime – sono circa 300mila le persone che avrebbero acquistato gli amuleti miracolosi – "il pericolo immaginario di gravi malattie facendo credere di poterle guarire" somministrando, con "ingiusto profitto", "esorcismi, pratiche magiche e sostanze". E’ stata quindi proprio la loro notorietà televisiva a rendere un reato in fondo non proprio capitale quasi una fonte di pericolo sociale.Insomma, una mezza risposta al perché proprio Vanna Marchi sia finita alla Dozza di Bologna l’abbiamo avuta. Adesso qualcuno ci dovrebbe spiegare come è riuscito a finire in galera per calunnia Alexandru Loyos Isztoika.

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