Cosa ci sarà dopo la crisi?


BOLOGNA, 25 SET. 2009 – La situazione sta migliorando, e si intravedono i primi spiragli di fine recessione. Ma è ancora presto per azzardare previsioni e dire quando potrà cominciare la fase di avvio della ripresa. Lo rivela l’Osservatorio di CNA Emilia Romagna, dopo aver monitorato l’andamento congiunturale delle piccole e medie imprese e delle aziende artigiane nel corso del secondo trimestre dell’anno.“E’ un quadro ancora molto incerto – commenta il segretario regionale Gabriele Morelli – In sostanza potremmo dire che si cala ancora ma, se tra l’ultimo trimestre 2008 e il primo trimestre 2009 si è precipitati di una rampa, nel periodo che va da aprile a luglio di quest’anno si registra un certo rallentamento: si scende ancora, ma adesso si va giù solo di un gradino. Si osserva un’apprezzabile decelerazione tendenziale della velocità di flessione del fatturato complessivo, che inverte così la rotta di progressivo aggravamento intervenuta nel corso dei nove mesi precedenti, tendenza che si riscontra sia nel fatturato interno che in quello conto terzi. Ancora negativo, invece, il quadro del fatturato estero che riflette, evidentemente, le più generali difficoltà in cui si dibatte tutto l’export nazionale. Al palo gli investimenti, che ancora non danno segni di possibile decollo. Persistono in fase fortemente negativa settori quali il tessile e soprattutto il metalmeccanico; entrambi vanno in contro tendenza, registrando un peggioramento della fase recessiva.  Costruzioni, servizi alla persona, legno e riparazioni segnalano un rallentamento della dinamica di flessione; i trasporti si limitano ad una stabilizzazione della dinamica di caduta. Solo l’alimentazione risulta già in ripresa”.  Dunque fare previsioni su quando usciremo dalla crisi, se già alla fine del 2009, nel 2010 o ancora più tardi, è quanto meno prematuro. Per ora l’unico segnale che conforta è che la velocità di caduta è diminuita. ”Ciò nonostante – prosegue Morelli – ci sembra utile cominciare a guardare un pò più lontano nel tempo, anche per capire quali possibilità ed opportunità abbia un Paese come il nostro, che secondo molti economisti, oltre ad essere uno dei più colpiti dal fallout della crisi, è anche quello che ha beneficiato meno della crescita che l’ha preceduto. Anche l’Emilia Romagna ha subito un impatto fortemente negativo  in termini economici, creditizi e del lavoro. Nei primi sei mesi del 2009 le ore autorizzate di Cig sono aumentate del 390% rispetto allo stesso periodo del 2008 e le richieste di sostegno al reddito fatte dalle imprese all’Ente Bilaterale sono più che quadruplicate. Dati questi, che creano seri timori per la tenuta dell’occupazione. Inoltre la nostra regione (secondo una ricerca del Centro Studi Sintesi di Mestre) ha perso terreno sul piano dell’export (-2,5%), della numerosità di imprese attive (-1,2%) e della domanda interna (-0,8%). Alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, la vera sfida sta nel capire cosa si deve salvare e cosa serve invece cambiare”. Cosa ci aspetta dunque dopo la crisi? Come attrezzarci per recuperare un dinamica di crescita e competitività? La Cna ne parlerà lunedì 28 settembre alle ore 17, nel corso dell’Assemblea elettiva regionale che si svolgerà a Bologna nella sala Topazio di Palazzo Affari, in via della Costituzione 8, e in cui verrà eletta la nuova Presidenza regionale della Confederazione. Saranno presenti l’economista Andrea Boitani, professore ordinario di economia politica all’Università Cattolica di Milano, e il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani.Una diversa politica fiscale a livello comunitario, riforme strutturali, nuove regole comuni dei mercati finanziari e una politica che insista di più su una crescita della domanda interna, sembrano essere alcuni punti non più eludibili. Andrea Boitani non ha dubbi: “Non ci sono molte altre possibilità, se l’obiettivo è quello di riuscire presto a riveder le stelle. Diversamente, la  progressiva emarginazione dell’Europa e con essa dell’Italia, sembra un rischio molto concreto”.

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