Corticella, lavoratori in piazza contro la chiusura


BOLOGNA, 28 OTT. 2011 – Un gazebo in piazza Maggiore a Bologna pieno di confezioni di pasta di grano duro. Non si tratta di una promozione commerciale, ma della protesta dei lavoratori dell’ex pastificio Corticella. Su di loro incombe una data di scadenza: il primo dicembre 2011. E’ quello il giorno in cui la proprietà vuole chiudere lo stabilimento di via Corticella, che sarebbe poi il sito produttivo dove ha avuto inizio la storia dell’azienda. I sessanta operai che vi lavorano sono già stati suddivisi per essere trasferiti nelle altre sedi del gruppo Newlat, società per azioni che ha acquistato la Corticella dopo il fallimento del 2007.Al momento dell’acquisizione, Newlat si assunse l’impegno di costruire un nuovo stabilimento e di mantenere l’occupazione. La promessa non è stata mantenuta ed ora la conclusione della proprietà è che la sede bolognese della Corticella sia anti economica. Molto meglio, magari, destinare tutti quei metri quadrati a una speculazione edilizia. I dipendenti del pastificio sono dunque scesi in piazza per difendere il loro posto di lavoro a Bologna. Di trasferirsi a centinaia di chilometri non ne vogliono sapere, anche se sanno che, rifiutando le sedi che vengono loro proposte, possono essere licenziati. Vietato poi addurre giustificazioni di crisi. Le commesse, soprattutto da parte della grande distribuzione (la Corticella produce la pasta a marchio Coop) non mancano, e quindi, secondo la Flai-Cgil, non esistono motivi validi per la chiusura.

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