“Corso espresso”, formazione anti-Neet per i cuochi


In Emilia-Romagna ci sono quasi 90.000 giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Sono quelli che l’Unione europea definisce i “Neet” (Not in education, employment or training), giovani fuori da un percorso scolastico e formativo, ma anche fuori dal circuito lavorativo. Il dato è di Coldiretti Emilia-Romagna: lo ha estrapolato dal rapporto Istat “Noi Italia”, secondo cui la percentuale dei Neet è passata dal 9,8% del 2004 al 15,3% del 2011.

“Si tratta di giovani che scelgono di non proseguire gli studi, ma non trovano occupazione, il cui numero – sottolinea Coldiretti – è in crescita a causa della crisi economica che ha aumentato le difficoltà di trovare un posto di lavoro”. E l’incidenza dei giovani senza scuola e disoccupati “vede prevalere la componente femminile che rappresenta il 18,9%, mentre quella maschile si ferma all’11,9%”.

Siccome il “disagio sociale dell’essere fuori da un percorso scolastico o di formazione e l’esclusione dal mercato del lavoro comporta il forte rischio di maggiori difficoltà di reinserimento lavorativo anche nella fase di riprese dell’economia”, Coldiretti Emilia-Romagna, Fondazione Duemila e Camst hanno unito le forze per lanciare il primo “corso espresso” di alta cucina per aiuto-cuochi.

Si tratta di una inedita alleanza tra la maggiore organizzazione agricola regionale e la Fondazione che gestisce il patrimonio delle Case del Popolo “per cercare di dare una prospettiva ai giovani” con un corso di formazione di alto livello, sostenuto dal Dipartimento di sociologia e diritto dell’economia dell”Università di Bologna, tramite il direttore Giovanni Pieretti. Il corso, che si svolgerà in 12 settimane, da febbraio a luglio, avrà come docente Mario Ferrara, noto chef del ristorante bolognese Scacco Matto.

Coldiretti, attraverso la rete delle aziende di Campagna Amica, fornirà i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento del territorio regionale, mentre Fondazione Duemila metterà a disposizione i locali e le attrezzature di cucina. Con il supporto dell’Università e l’esperienza in cucina di Mario Ferrara, sottolinea Coldiretti, si vogliono “formare giovani con competenze spendibili sul mercato del lavoro, in grado di valorizzare i prodotti enogastronomici di qualità del territorio, di saperli conoscere e cucinare secondo la loro stagionalità per realizzare sia menù di qualità della tradizione sia ricette innovative, avvalendosi della professionalità di un grande chef”.

Il progetto, prosegue Coldiretti, denominato “Cibo, qualità ed equità: un percorso formativo per creare occupazione” vuole “promuovere uno stile di vita sano ed economico, sfatando il binomio secondo cui la qualità del cibo e della ristorazione e” solo ad alto costo!. I partecipanti al corso infatti contribuiranno a preparare cene aperte al pubblico, sotto la supervisione dello chef, con prodotti di qualita” ma a prezzi contenuti. Per il corso sono già stati selezionati 17 disoccupati tra i 18 e i 29 anni (otto ragazzi e nove ragazze) che a partire da domani inizieranno la scuola guidati personalmente da Ferrara nei locali della Casa del Popolo “Corazza” di via San Donato a Bologna.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet