Corruzione, arresti in Cpl. Le reazioni


Si abbatte sulla Cpl di Concordia l’inchiesta della Procura di Napoli che ha portato all’arresto del sindaco di Ischia Giuseppe ‘Giosi’ Ferrandino, area Pd e presidente regionale dell’Anci. Nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti pagate per la metanizzazione dei comuni dell’isola campana, i carabinieri hanno arrestato l’ex presidente della Cpl Roberto Casari, in pensione dallo scorso 30 gennaio ma per l’accusa ancora ‘il regista degli affari della cooperativa’, e altri dirigenti del gruppo: a cominciare da Maurizio Rinaldi, presidente del consiglio di amministrazione della Cpl Distribuzione e Nicola Verrini, responsabile commerciale dell’area Tirreno. In carcere anche Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo, Bruno Santorelli, responsabile Nord Africa e l’imprenditore casertano Massimiliano d’Errico.
“Abbiamo sempre detto, anche con l’inchiesta Aemilia, che la cosa importante è lasciare lavorare con serenità i magistrati. Anzi chiedere che facciano sino in fondo il loro dovere”. Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, quando ha appreso dai cronisti degli arresti alla Cpl Concordia. “Abbiamo bisogno di certezze, dunque. Di sapere laddove eventualmente si è annidata la corruzione o l’infiltrazione. Quindi chiediamo che venga estirpato alla radice il problema laddove il problema c’è. E su questo ci auguriamo lo facciano il prima possibile”. La posizione di Legacoop, dopo gli arresti alla Cpl, “è quella di sempre: rispettiamo le scelte della magistratura, ci auguriamo che queste indagini siano completate al più presto”. A dirlo il presidente Mauro Lusetti. “Le responsabilità, se mai venissero accertate, sono personali. Noi, se lo saranno, come sempre ci porremo sul versante della legalità e non proteggeremo nessuno”. “La cosa che ci preoccupa in maniera particolare sono i 1800 soci della cpl di Concordia”, ha puntualizzato Lusetti.

Preoccupazione per l’inchiesta viene espressa dal presidente Confindustria Emilia Romagna Maurizio Marchesini   “L’auspicio  – ha detto – è  che le eventuali singole responsabilità non si ripercuotano sul lavoro. “L’etica dell’impresa – ha invece commentato l’assessore alla legalità Massimo Mezzetti – esca dai convegni e torni alla pratica quotidiana”.

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