Coprob alimenta l’energia rinnovabile


BOLOGNA, 10 SET. 2013 – Il Gruppo COPROB, leader italiano nel settore bieticolo saccarifero con il 65% della produzione nazionale e il 23% della quota di mercato dello zucchero, diversifica il proprio business e punta sulle agroenergie. “Negli ultimi cinque anni – dichiara il direttore agricolo, Marco Marani – in collaborazione con la società di ricerca Beta abbiamo sviluppato una importante sperimentazione agronomica, su una superficie di oltre 800 ettari, finalizzata al perfezionamento di una efficiente filiera produttiva dedicata soprattutto alla coltivazione del sorgo da fibra per fini energetici”. “Gli investimenti – prosegue Marani – si sono concentrati sull’individuazione delle varietà migliori, sull’approfondimento delle pratiche agronomiche più idonee al territorio modenese e sulla definizione della filiera agromeccanica. A questo proposito, sono state sviluppate le migliori tecnologie di raccolta con la realizzazione di attrezzature specifiche in collaborazione con il CRA/ING (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) e con le principali aziende del settore”.“I risultati ottenuti (presentati in occasione di una giornata di campagna organizzata a Crevalcore, in provincia di Bologna, alla presenza di oltre 200 operatori agricoli) – prosegue Marani – sono decisamente positivi e consentiranno di ottenere una produzione interessante di biomasse agricole per alimentare la centrale che sorgerà a Finale Emilia (Mo) dalla riconversione dell’ex zuccherificio chiuso nel 2006 in seguito alla riforma europea del mercato dello zucchero”. Un investimento di oltre 60 milioni di euro che sarà realizzato da COPROB in partnership con Enel Green Power e darà vita ad un impianto in grado di garantire una produzione di 12,5 MWe di energia elettrica. Energia che oltre ad essere “pulita”, in quanto ottenuta da biomasse di origine agricola, sarà anche a “filiera corta”: le coltivazioni si concentreranno infatti in un bacino di aziende agricole distanti al massimo 50 chilometri dalla centrale di Finale Emilia e dislocate nelle province di Modena, Bologna e Ferrara. “Oltre che dal punto di vista ambientale – sottolinea Marco Marani – il progetto si presenta interessante anche sotto il profilo economico e permette di valorizzare il territorio sia incoraggiando le coltivazioni energeticamente più utili sia sfruttando al meglio i residui di attività produttive preesistenti. Saranno ben 1.000 le aziende agricole coinvolte per la coltivazione del sorgo da fibra, che salgono a quota 2.500 se si considerano anche quelle che forniranno sottoprodotti dell’agricoltura alla centrale di Finale Emilia, per un volume d’affari complessivo di circa 7,2 milioni di euro legati ai soli prodotti agricoli a cui si aggiungono un fatturato di 1 milione di euro per il trasporto e un giro d’affari di 1,8 milioni di euro per i terzisti”.“Il progetto di riconversione dell’ex zuccherificio di Finale Emilia – dichiara il presidente di COPROB, Claudio Gallerani – rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso realizzato attraverso un intenso dialogo con le istituzioni, i cittadini e i soci, e costituisce il battesimo di una nuova filiera, quella agroenergetica, che si affianca al core business del nostro Gruppo”.“La centrale – conclude Gallerani – sarà operativa dal 2015 e ogni anno sarà rifornita da quasi 100.000 tonnellate di biomassa agricola (sorgo da fibra e sottoprodotti di altre lavorazioni agricole quali stocchi, paglie e potature) tenendo in funzione l’impianto poco meno di 8.000 ore per una produzione complessiva di 50 Mwh di energia termica e di 12,5 Mwe di energia elettrica”.

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