Copagri, Toni confermato alla presidenza


“L’agricoltura di oggi ha bisogno di giovani che, con nuove idee e una moderna organizzazione gestionale, definiscano l’indispensabile passaggio da azienda a impresa per affrontare la sfida del mercato globale. È necessario, però, che il “sistema Italia” nel suo complesso sappia fare squadra, riducendo gli sprechi e valorizzando le opportunità”. Lo ha detto Giordano Toni, confermato presidente provinciale della Copagri (Confederazione produttori agricoli) al termine del terzo congresso, celebrato oggi a Modena. Toni ha ricordato che, unitamente a quella regionale e italiana, l’agricoltura modenese è uno dei maggiori produttori mondiali di cibo di qualità. Per questo l’anno scorso il settore ha retto alla crisi, perdendo solo il 3 per cento delle imprese: a fine 2013 quelle iscritte alla Camera di commercio di Modena erano 8.819. La Produzione lorda vendibile provinciale si è attestata nel 2013 a quasi 519 milioni di euro, in crescita del 3,6 per cento rispetto al 2012. “L’alluvione di gennaio, causata dalla mancata manutenzione degli argini del Secchia, ha messo in ginocchio molte aziende già colpite dal sisma del 2102, allagando 6.500 ettari di terreno coltivato a vite e a pere, oltre che a seminativo. I nostri agricoltori – ha dichiarato Toni – chiedono che si metta a mano a quelle normative che impediscono di pulire i corsi dei fiumi, estirpare la vegetazione che blocca il corretto deflusso delle acque, anche e soprattutto durante le ormai frequenti piene causate da eventi meteorici sempre più violenti. Allo stesso modo serve una politica che sancisca l’importanza della prevenzione e della stabilità idrogeologica del territorio e prenda atto di come un sostegno pubblico a favore delle imprese agricole che curano il territorio abbia un ritorno enorme in termini di efficacia. Resta imprescindibile il ruolo dei consorzi di bonifica”- La Copagri esprime forti perplessità sull’accordo istituzionale raggiunto per la nuova Pac (Politica agricola comune) 2014/2020. “Il problema non sono i piani nazionali, i progetti e le strategie per il loro perseguimento, – ha spiegato Toni – ma il fatto che le risorse devono essere assicurate direttamente ai produttori agricoli, tanto più in considerazione delle numerose esperienze passate che hanno visto il nostro Paese dover rincorrere fino alla scadenza l’obiettivo della totale spesa dei fondi, e non certo per responsabilità imputabili ai produttori, ma per inefficienza amministrativa e burocratica. Sul Psr (Piano sviluppo rurale) che si sta chiudendo abbiamo investito molte energie per divulgarne i contenuti e spingere le imprese meritevoli a utilizzare queste potenziali risorse. Purtroppo, però, in molti casi parte del contributo alle imprese è stato vanificato da spese elevatissime per la gestione delle pratiche. La burocrazia allontana sempre più l’imprenditore dalle istituzioni”.

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