Coopsette ottienela ristrutturazione del debito


REGGIO EMILIA, 15 FEB. 2013 – Il Tribunale di Reggio Emilia ha emesso il decreto con cui ha accolto il ricorso presentato dal colosso cooperativo Coopsette finalizzato al raggiungimento di accordi di ristrutturazione del debito, secondo la previsione della Legge fallimentare, e le ha concesso, coerentemente con le aspettative della Cooperativa, un termine di 60 giorni. Lo annuncia il presidente Fabrizio Davoli, spiegando che "si tratta del primo, essenziale, passo per ristabilire un corretto equilibrio finanziario della Società, attraverso il riscadenziamento del suo debito in essere e l’acquisizione di nuova finanza".Di rilievo per Davoli è l’autorizzazione del Tribunale dell’accordo di moratoria siglato tra Coopsette e le banche finanziatrici, che rendendo efficace l’accordo concluso permetterà di congelare il rimborso del debito bancario e di mantenere vive le linee di credito operative. "La Cooperativa, che proseguirà la sua attività aziendale in piena continuità, potrà pertanto pagare integralmente le forniture di beni e servizi effettuate in data successiva al 6 febbraio 2013, attesa la natura prededucibile dei relativi crediti. Riconoscendo l’importanza e la complessità della procedura, il Tribunale ha ritenuto opportuno nominare tre ausiliari. Sulla base dell’autorizzazione del Tribunale, Coopsette può ora procedere alla predisposizione ed attuazione di un piano di ristrutturazione e di risanamento aziendale, che consenta la continuità dell’impresa ed il suo rilancio, la difesa del lavoro, nonché la salvaguardia degli interessi dei partner commerciali e dei finanziatori. La Cooperativa, assistita dagli advisor finanziari (Bain & Co.) e legali (Sutich – Barbieri – Sutich), è determinata a superare la temporanea crisi di liquidità e a riprendere un percorso di consolidamento e di rilancio della propria attività". Coopsette (che conta circa mille dipendenti) avrebbe dovuto presentare davanti al giudice un piano di ristrutturazione del debito lo scorso 7 febbraio, ma il giorno prima aveva presentato istanza per il riconoscimento del concordato preventivo. In autunno il tribunale di Reggio aveva avviato d’ufficio la procedura legata all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi proprio per evitare il concordato, ristrutturando il debito. Ma l’obiettivo è sfumato. L’indebitamento verso terzi è di 262 milioni, quello verso le banche di circa 300 milioni di euro. Alla base delle difficoltà finanziari ci sarebbe la "generalizzata crisi del settore costruzioni e del mercato immobiliare", aveva spiegato il presidente Fabrizio Davoli in una nota la scorsa settimana.

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