Coopservice, lettera aperta per seimila


© TelereggioREGGIO EMILIA, 5 MAR. 2010 – La lettera si apre con parole forti: in Coopservice c’è un problema di vita democratica e di rispetto del codice etico cooperativo. Da tempo è in atto una prolungata e determinata mistificazione tesa a stravolgere gli atti della Lega per alimentare un clima di intolleranza nei sui confronti. Partono da qui le tre centrali cooperative guidate da Poletti, Cattabiani e Cigarini per illustrare ai soci l’esogenza di un rirpistino della verità dei fatti, che motiva la lettera spedita a seimila indirizzi.Legacoop non si è intromessa nella vita interna della cooperativa; sono i dirigenti che l’hanno coinvolta per tentare di sanare gli scontri interni che ne compromettevano la gestione; la Lega ha risposto suggerendo prudenza e pensando esclusivamente al bene delle azienda e delle migliaia di soci e dipendenti coinvolti. A fine gennaio, proseguono la Lega Nazionale e le due centrali locali, abbiamo proposto di convocare le assemblee per illustrare ai soci la situazione critica e di scontro che si era creata ai vertici, ma siamo stati inascoltati. Sono proseguiti atti di forza che hanno richiesto l’intervento del collegio sindacale e di un revisore per la verifica del rispetto delle regole, coma doveroso. Nessun disegno oscuro, dunque, e nessuna volontà di imposizione da parte della Lega di una soluzione di parte.Ma ai soci, consiglieri e dirigenti hanno raccontato una storia diversa, insinuando il tentativo della Lega di interferire nella vita interna e cercando di dipingere come nemico in particolare il presidente di Legacoop Reggio Ildo Cigarini, pur di non parlare dei problemi veri dell’impresa e delle sue prospettive future. Da qui la manifestazione per nulla spontanea del 27 febbraio contro Legacoop, sgradevole nelle implicazioni personali, che costituisce uno strappo al confronto democratico intercooperativo; da qui il clima di minacce ed intimidazioni verbali di cui si sente parlare in riferimento ai soci che non sono saliti sul carro dei dissidenti.Una lettera, insomma, che tenta di riportare a ciascuno le proprie responsabilità, a partire da coloro che hanno deciso di cacciare via presidente e vice presidente senza sentire i soci e ignorando i pareri del collegio sindacale. Concludono Poletti Cattabiani e Cigarini: oggi c’è da discutere di democrazia cooperativa, di regole e di etica. E, non ultimo, dei tanti soci Coopservice che non si sentono più liberi di esprimere le proprie opinioni, condizionati dal timore di ritorsioni.

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