Cooperazione, l’ennesima vittima del 2011


BOLOGNA, 2 DIC. 2011 – Tra le vittime di questo terribile 2011 c’è anche la cooperazione bolognese. Se fino a qualche mese fa aveva trovato in sé gli anticorpi per resistere alla crisi, ora è diventato l’ennesimo settore in cui è cambiato il vento. Il problema principale, come per quasi tutte le altre imprese bolognesi e non, si chiama credit crunch: è sempre più difficile accedere ai finanziamenti e le banche chiedono spesso rientri lineari che creano difficoltà alle aziende. E’ il quadro disegnato da Legacoop, in vista dell’assemblea dei presidenti di lunedì prossimo dove saranno, fra l’altro, presentati i dati consuntivi del 2010. "Numeri – ha detto Ethel Frasinetti, direttore di Legacoop Bologna – che sembrano appartenere ad un’era geologica fa. Il 2011 è stato il vero anno di svolta, soprattutto nel mese di agosto quando c’é stata la vera inversione di tendenza. Siamo di fronte a richieste indistinte di rientri lineari da parte delle banche, che riguardano anche imprese in buona salute. Sono problemi che vanno risolti a livello europeo, ma chiediamo anche alle istituzioni locali di fare la loro parte: chiediamo, ad esempio, alla Regione, di ricapitalizzare i consorzi fidi". I dati del 2010, per le oltre 200 imprese associate a Legacoop Bologna, sono infatti in gran parte positivi: la produzione è cresciuta del 3,9% (grazie soprattutto ai big come Coop, Conad, Ccc, Cns), ma sono con il segno più anche occupazione, patrimonio netto e soci. I dati di precosnuntivo del 2011 invece sono in bilico fra il positivo e il negativo: ciò che è certo è che caleranno drasticamente i margini di utile. Il problema principale è di natura finanziaria e riguarda piccole, medie e grandi imprese, con la sola eccezione delle cooperative di distribuzione che, per loro stessa natura, ricevono pagamenti immediati e non hanno problemi di liquidità. "E’ un problema che riguarda tutto il mondo – ha detto il presidente di Legacoop Bologna Gianpiero Calzolari – e non certo solo Bologna. Il sistema cooperativo ha ammortizzatori interni che gli consentono di reggere meglio di altri, ma stiamo soffrendo come tutti la crisi che dura da quattro anni e la mancata crescita. La cooperazione può essere una carta da giocare per questo territorio, e il nuovo clima che c’é in città va sfruttato al meglio. Bisogna però puntare sul fattore tempo: servono poche cose, ma fatte alla svelta, bisogna mettere fretta nell’agenda di ognuno di noi".

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