Cooperative sociali contro Monti


© Telereggio16 OTT. 2012 – Un vero e proprio salasso stimabile attorno ai 70 milioni di euro, a cui se ne aggiungeranno altri 12 quando, a luglio 2013, entrerà in vigore l’aliquota all’11 per cento: è il conto, salatissimo, che pagherà l’Emilia Romagna se verrà approvato il Disegno di Legge di Stabilità 2013 proposto dal Governo Monti che prevede, dal prossimo primo gennaio, l’innalzamento dal 4 al 10 per cento dell’Iva sui servizi socio-sanitari svolti dalle cooperative sociali.Il provvedimento viene bocciato senza appello dalla cooperazione sociale dell’Emilia Romagna: un sistema che conta 911 cooperative, 45mila soci, 40mila addetti e un volume d’affari di un miliardo e mezzo di euro. L’aumento dei costi pari a 70 milioni legato all’incremento dell’Iva non riguarda solo i servizi per anziani e disabili non autosufficienti, ma anche tutte le prestazioni educative e di assistenza all’infanzia: comunità, asili, doposcuola, centri culturali e ricreativi per minori e adolescenti. E riguarda anche i servizi a domicilio e nelle scuole in cui gli operatori delle cooperative sociali sono impegnati nelle funzioni di sostegno.Per le coop sociali, ‘l’approvazione di questo provvedimento costituirebbe un vero e proprio colpo di grazia per il welfare territoriale e dei servizi che in questi anni ha visto azzerarsi anche l’apposito Fondo nazionale’. Da qui l’appello modificare il disegno di legge proposto dal governo Monti. Appello rivolto in particolare al presidente della Conferenza Stato-Regioni, Vasco Errani, e al presidente dell’Anci Graziano Delrio.

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