Cooperative di servizi, meno margini per più occupazione


BOLOGNA, 23 NOV. 2012 – “Nel quinquennio 2007/2011, caratterizzato da una crisi economica senza precedenti, peraltro non ancora conclusa, la cooperazione di servizi dell’Emilia Romagna ha registrato un importante aumento del fatturato (+38%), arrivato a superare i 5,6 miliardi di euro, mentre gli utili si sono praticamente dimezzati facendo segnare una flessione del 48,1%. A questa diminuzione si è accompagnata una forte contrazione dei margini operativi che ha sensibilmente penalizzato la redditività delle imprese. Ciò nonostante gli addetti hanno mostrato un incremento del 18% superando le 44.000 unità. Le circa 500 cooperative di servizi presenti sul territorio regionale, con quasi 69.000 soci di cui oltre 42.000 lavoratori (operanti nei settori del trasporto delle persone e delle merci, logistica, ristorazione e nei multiservizi), rappresentano complessivamente il 17,4% del Prodotto Interno Lordo del comparto e l’1,3% dell’intero PIL regionale”. Questo il quadro della cooperazione di servizi in Emilia Romagna tracciato da Daniele Passini, presidente regionale di Federlavoro e Servizi-Confcooperative, aprendo i lavori dell’Assemblea unitaria sul tema “La cooperazione di servizi oggi e domani” promossa a Bologna da Agci, Federlavoro e Servizi e Legacoop Servizi dell’Emilia Romagna. “Un settore – ha sottolineato Passini – che ha quindi contribuito in misura significativa alla tenuta economica e sociale del sistema produttivo, soprattutto sul fronte dell’occupazione”.L’oggettiva difesa occupazionale da parte delle cooperative di servizi è stata ribadita anche da Alberto Armuzzi, presidente Legacoop Servizi Emilia Romagna, “come dimostra la ridotta richiesta degli ammortizzatori sociali e il forte consolidamento del lavoro rispetto alla redditività. Ora serve innovazione nella forza lavoro – ha aggiunto Armuzzi – per la qualificazione delle imprese sostenuta da un crescente aumento del capitale sociale e del patrimonio al fine di dare continuità alle aziende anche a favore delle nuove generazioni, mantenendo così inalterato il livello di mutualità interna ed esterna”. “Anche in Emilia Romagna – ha aggiunto Armuzzi – resta prioritario il tema della legalità perché l’inclusione malavitosa è a livelli allarmanti mettendo a rischio l’imprenditoria sana. Per la cooperazione operante nella logistica e nei trasporti assumerà quindi particolare importanza l’approvazione del progetto di legge regionale per la ‘Promozione della cultura della legalità e della responsabilità sociale nel settore della logistica, movimentazione merci e servizi a committenza pubblica e privata’ che fornirà per la prima volta elementi utili contro il dumping contrattuale”. Gian Carlo Muzzarelli, Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna, ha presentato una visione strategica e d’insieme del comparto “in quanto i servizi e il loro sviluppo futuro vanno correlati alle varie filiere manifatturiere regionali, in base anche a quanto definito nel Piano triennale delle attività produttive della Regione Emilia Romagna. Nel nostro territorio la crescita è legata alla centralità dei settori manifatturieri – ha detto Muzzarelli – che devono poter contare però su un alto livello di efficienza dei servizi alle imprese, erogati ed organizzati nel rispetto della legalità e da qui il Progetto di legge per la promozione della legalità che va decisamente in questa direzione”.“La cooperazione di servizi – ha affermato Massimo Mota, presidente AGCI Emilia Romagna – vive ogni giorno i problemi derivanti dalla concorrenza sleale di altre imprese che puntano al massimo ribasso e quindi può essere competitiva sul mercato se ha come alleato il sindacato e gli enti pubblici per arginare una situazione penalizzante che sta scadendo verso tariffe che a malapena riescono a coprire il costo del lavoro”.“Per tutelare la cooperazione di servizi – ha concluso Mota – è necessaria una migliore strutturazione delle imprese e maggiore qualificazione dei rapporti con la committenza. In questo senso la futura auspicata unità delle Associazioni cooperative che si traduce nel progetto in itinere dell’Alleanza delle Cooperative Italiane deve assistere e accompagnare le cooperative nel processo di elevazione della loro dignità, promuovere il loro sviluppo imprenditoriale e la loro industrializzazione perché non siano percepite solo come prestatrici di mano d’opera”.

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