Coopcostruttori, le parti civili replicano a Donegaglia: “Non spiega le cause del crac”


FERRARA, 20 OTT. 2009 – "Prendiamo atto positivamente del fatto che Giovanni Donigaglia abbia subito indicato in Checcoli, nella Lega delle Cooperative e in alcuni rappresentanti politici i responsabili delle disgrazie finanziarie e del mancato salvataggio della Coopcostruttori. Ciò posto, oltre a non avere aggiunto nulla di importante a quanto già aveva riferito in altre sedi, dobbiamo rilevare che si è rifiutato di rispondere a precise domande sulle cause del dissesto". Dopo l’ interrogatorio-fiume di Donigaglia, ex presidente di Coopcostruttori, ieri in tribunale a Ferrara, gli avvocati di parte civile Claudio Maruzzi, Carmelo Marcello, Domenico Carponi Schittar e Gabriella Azzalli – che rappresentano una parte delle centinaia di ex soci raggirati i cui risparmi, oltre 80 milioni di euro, sono finiti nel buco del crac della Coopcostruttori da un miliardo di euro – si soffermano sui "buchi" nella ricostruzione fatta da Donigaglia delle ragioni del crac. Secondo i legali, Donigaglia si è limitato ad attribuire le cause del dissesto "esclusivamente all’effetto tangentopoli, che avrebbe indotto i committenti pubblici a ritardare i pagamenti. Nulla ha detto sulle vere cause del dissesto finanziario della Costruttori, limitandosi a negarlo". "Ha peraltro contestato l’accusa – aggiungono – negando la sussistenza di fraudolenti sistemi adottati dagli imputati nel corso del decennio per occultare ai soci e ai creditori una realtà in dissoluzione, così come invece hanno accertato la Guardia di finanza e i consulenti del pubblico ministero"."Ferma restando la responsabilità dei tre rappresentanti della Lega delle Cooperative e dell’Associazione Nazionale Cooperative Produzione e Lavoro – sostengono i legali di parte civile -, oggi imputati in questo processo, non v’è dubbio che chi ha consentito questa sorta di ‘accanimento terapeutico’ ha gravi responsabilità verso i soci, avendo tradito l’ideale cooperativo e la fiducia incondizionata di un intero territorio per la cooperativa, oltre che le legittime aspettative dei soci stessi sulle somme investite. Se ciò non bastasse, molti di essi, ad oggi, per il solo fatto di aver deciso di costituirsi parte civile nei confronti dei rappresentanti della Lega delle Cooperative, patiscono una ulteriore penalizzazione per la arbitraria ‘selezione’ operata dalla Lega nella restituzione agli stessi di quote delle somme investite nella Coopcostruttori".

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