Coop Muratori Reggiolo, ecco il piano di salvataggio


© TelereggioREGGIO EMILIA, 12 MAR. 2012 – Oggi la Cooperativa Muratori di Reggiolo presenta in Tribunale la domanda di concordato preventivo. La situazione in cui si trova l’azienda può apparire paradossale, ma non lascia margini di scelta. L’impresa guidata da Alberto Rebuzzi ha un patrimonio di 200 milioni di euro e un portafoglio lavori di 65, ma non ha più liquidità e non ha nessuna possibilità di ottenere nuove linee di credito dalle banche. Tradotto: non ci sono buchi patrimoniali, ma non ci sono neppure i soldi per mandare avanti i cantieri.Il piano di salvataggio messo a punto dall’azienda e dal sistema Legacoop è articolato in tre punti. Il primo si chiama Cmr Edile: è la società a responsabilità limitata che dovrà garantire la continuità aziendale. Affitterà dalla procedura concorsuale il ramo d’azienda dei cantieri, assorbendo i 144 addetti. I soci saranno Parco, Coopsette, Unieco, Tecton e la stessa Coop Muratori di Reggiolo.La seconda priorità è quella di tutelare il prestito sociale, che sfiora i 50 milioni di euro. Sarà costituita una società, partecipata e patrimonializzata da molte imprese aderenti a Legacoop, che acquisterà dai 2mila soci il 50% dei loro crediti, rimborsando loro dunque circa 25 milioni. Il resto, i soci lo potranno recuperare attraverso il concordato preventivo. Nella procedura confluiranno i cespiti patrimoniali, compresa l’area di Parco Ottavi. Dovranno servire, oltre che a restituire il prestito sociale, anche ad onorare gli altri debiti: 120 milioni di euro verso le banche e 30 verso fornitori. L’obiettivo è molto ambizioso: rimborsare al 100% i creditori privilegiati, cioè dipendenti, banche ed erario, ma anche le piccole imprese fornitrici, al 90% i soci per la metà del prestito non acquistata dalle coop e all’80% i creditori chirografari.

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