Coop industriali, presente solido e futuro in Cina


7 LUG. 2011 – "Di fronte alle difficoltà dei consumi interni, la parola d’ordine è spingere sull’export e affrontare nuovi mercati". Ad avere le idee chiare sul futuro delle cooperative di produzione e lavoro è Carlo Zini, presidente di Ancpl, associazione che riunisce cinquecento coop del settore industriale. E la frontiera alla quale puntare è la Cina. Anche di questo si è parlato a Imola, in occasione dell’assemblea nazionale di Ancpl. Prima dell’esplorazione del domani, largo spazio è stato dedicato all’analisi del presente. Buono il fatturato del 2010, a quota quattro miliardi, di cui il 70% realizzato da realtà emiliano-romagnole.Dall’analisi dei primi dati 2011 è emerso che il primo semestre conferma un trend di "moderato ottimismo che va rinforzandosi per quando riguarda il fatturato". Si inverte la tendenza negativa che ha caratterizzato il 2010 rispetto al fatturato estero, che viene considerato ora in aumento e rispetto al 2009, senza dubbio l’anno peggiore per il settore industriale dall’avvio della crisi, il 2010 si chiude invece con un segno positivo anche se si è ancora lontani dal recuperare i livelli produttivi pre-crisi.La crescita di utili e fatturato ha consentito di dare nuovo impulso agli investimenti, aumentati nel 2010 dell’11,6%. Particolare è stato l’impegno per il mantenimento dei livelli occupazionali: è confermato un limitato ricorso ai principali ammortizzatori sociali e il trend atteso per il 2011 è di un’ulteriore riduzione.Durante l’assemblea del settore industriale di Ancpl, è stata svolta anche una rilevazione su un campione di cooperative per monitorarne gli andamenti e verificare in che modo abbiano reagito alla crisi a due anni dal suo inizio: le 33 cooperative analizzate hanno chiuso con un esercizio 2010 in lieve recupero di fatturato (+4,1%) che sembrerebbe confermarsi per il 2011. Frena invece nell’esercizio in corso per i produttori di beni di consumo (-0,8%) e sono in calo le cooperative del settore metalmeccanico (-4,8%, con l’esclusione di Sacmi).A sostenere la crescita dei fatturati lo sviluppo dei mercati esteri (+10,5% nel 2010). Preoccupa, invece, il calo degli utili (-8,9% nel 2010 e -2,8% nel 2011). A soffrire di più la la filiera dell’edilizia: -7,13 milioni.

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