Coop Costruzioni incontra i sindacati


Coop Costruzioni, a Bologna, ha incontrato le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil nel corso del quale il presidente Luigi Passuti ha illustrato le linee guida del nuovo piano industriale: riduzione di costi, equilibrio finanziario e la continuità dell’attività sono i capisaldi del piano approvato dal Cda della cooperativa che, per avere efficacia, non prevede il rinnovo del contratto di solidarietà adottato nel 2013 e in  scadenza il prossimo 7 maggio. 200 i posti di lavoro a rischio. Pochi giorni fa, il 2 marzo, l’Istat ha diffuso i dati sull’occupazione di fine 2014, inizio 2015 dai quali si evidenzia che la lieve ripresa occupazionale non ha riguardato le costruzioni: nel 2014 il comparto ha perduto altri 69.000 posti di lavoro a fronte di un aumento di 88.000 addetti nell’intero sistema economico nazionale; dall’inizio della crisi i posti di lavoro persi nelle costruzioni sono stati 529.000 (-26.7% dal 2008) che diventano 800.000 considerando i settori collegati alle costruzioni. E sono circa 15.000 le imprese delle costruzioni che negli ultimi sei anni hanno chiuso i battenti. «Com’è evidente – commenta Passuti – la crisi delle costruzioni non solo non si è allentata, ma è diventata ancora più acuta». Nel Bolognese sono numerose le imprese delle costruzioni e dell’indotto che hanno gettato la spugna o che si sono riorganizzate riducendo al minimo la componente lavoro. «Noi – ricorda Passuti – abbiamo fatto un’altra scelta, quella di mantenere tutti i posti di lavoro. Ma siamo rimasti i soli e nelle gare questo aspetto non viene premiato. Anzi. Ci troviamo da tempo a un bivio – ricorda Passuti – tra mantenere gli attuali livelli occupazionali, rischiando di dover chiudere la cooperativa, oppure riposizionarci attraverso un processo di riorganizzazione aziendale che salvaguardi il patrimonio di conoscenze e capacità garantendo continuità e tenendo così aperta la prospettiva di creare nuovo lavoro. In questo modo i cantieri aperti continueranno a funzionare a pieno regime. A fronte del perdurare della crisi bisogna compiere delle scelte, sarebbe colpevole tergiversare. È un passo molto doloroso, Coop Costruzioni è la casa nella quale sono cresciuto – spiega Passuti, che nella cooperativa è entrato a 19 anni, nel 1979 –; con i soci e con i dipendenti c’è un rapporto forte, non solo di lavoro. Ma dobbiamo muoverci ora per evitare di fare scelte più drastiche nel prossimo futuro. Ci uniamo all’Alleanza delle cooperative, ai sindacati e alla Regione Emilia-Romagna per chiedere al Governo di dichiarare lo stato di crisi del comparto e permetterci di utilizzare al massimo tutte le leve di protezione sociale e perché venga superato il patto di stabilità che ingessa anche gli enti locali più virtuosi. Serve un grande piano di rilancio per un comparto sul quale si è abbattuto uno tsunami, per riqualificare le aree urbane, sistemare l’assetto idrogeologico, mettere in sicurezza gli edifici, quelli pubblici come quelli privati».

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