Coop Costruttori, maxi processo al via


FERRARA, 23 MAR. 2009 – Fuori cartelli per denunciare la perdita dei propri risparmi. Dentro 58 imputati accusati di concorso in bancarotta fraudolenta per il crac della Coop Costruttori di Argenta. Nell’aula B del Tribunale di Ferrara è andata in scena la prima udienza per ricostruire il fallimento, avvenuto nel 2003, del colosso argentano delle costruzioni. Un buco da un miliardo e 70 milioni di euro che ha coinvolto i risparmi che tremila famiglie avevano investito nella società.L’ex presidente Giovanni Donigaglia era assente, la sua posizione è stata stralciata e l’udienza preliminare, per lui, è stata fissata il 15 maggio. E’ toccato al suo vice, Renzo Ricci Maccarini, difendere il gruppo dirigente. “Ho ben in mente i bilanci dell’azienda – ha detto Ricci Maccarini ai giornalisti – i numeri sono corretti, lo dimostreremo nel processo così come riusciremo a dimostrare che gli amministratori sono delle persone corrette e serie. Del resto anche i certificatori di bilancio dicono che i numeri erano corretti”.Ma anche i certificatori di bilancio sono sotto accusa e con loro Legacoop che è stata citata in giudizio dagli amministratori straordinari. Secondo loro la centrale cooperativa aveva dato la visione di una società in buone condizioni quando il colosso, invece, era già in ginocchio.Renzo Ricci Maccarini è tra i quattro dirigenti su cui pende l’accusa più grave, oltre a quella di bancarotta fraudolenta. Insieme al presidente Donigaglia, Beppino Verlicchi e Giorgio Dal Pozzo deve difendersi anche per l’accusa di associazione a delinquere, “per aver messo in atto un programma criminoso per raccogliere denaro”, come si legge nel capo A) dell’accusa. Quei soldi raccolti servivano per pagare il prezzo del mantenimento in vita di una società in perdita da dieci anni.

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