Coop assicura: “Il tonno non è radioattivo”


BOLOGNA, 18 SET. 2013 – Da cyber-scandalo a cyber-bufala il passo è breve: notizie emerse dalla buona volontà dei blogger possono cambiare il mondo – in meglio – o creare clamore fuori luogo perché non verificate. L’ultima in ordine di tempo riguarda il famoso tonno “pinna gialla”, parte del quale sarebbe arrivata – secondo alcuni frequentatori dei social network – direttamente dalle acque radioattive di Fukushima.

Queste partite di tonno sarebbero riconoscibili in base a un codice FAO presente su tutte le confezioni: quello di Fukushima – e di tutto il Giappone, la costa est della Cina e su su fino alla penisola della Kamchatka – è il FAO 61, ma nel post della discordia veniva citato come “a rischio” anche il codice 71, che identifica tutto il sudest asiatico che affaccia sul pacifico e le coste settentrionali dell’Australia. Peccato che sulle coste di Fukushima, di “pinne gialle” non se ne sia vista neanche una.

Coop, tra i più grandi distributori di tonno in scatola a livello nazionale, assicura che nessun tonno messo sugli scaffali arriva dalle aree contaminate. E assicura che il fronte della sicurezza dei suoi punti vendita è sempre più attrezzato. Ultimo arrivato in casa Coop il “super-naso” che è in grado di riconoscere dagli aromi l’esatta provenienza geografica dei propri prodotti.

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