Coop Adriatica si impegna in favore dei “nuovi poveri”


BOLOGNA, 19 MAR. 2009 – Famiglie con un solo stipendio, donne sole con figli, anziani, precari: sono questi i “nuovi poveri”. Persone normali, che rischiano di scivolare in nuove forme di esclusione sociale. Se ne parlerà domani, venerdì 20 marzo, alle 17, alle Scuderie Bentivoglio” in Piazza Verdi 2 a Bologna, nell’incontro pubblico di chiusura delle assemblee sul Preventivo di sostenibilità 2009 di Coop Adriatica. All’appuntamento, dal titolo “Crisi economica e nuove vulnerabilità sociali: quali risposte?”, prenderanno parte Gilberto Coffari, presidente di Coop Adriatica, Matilde Callari Galli, docente di Antropologia culturale all’Università di Bologna, fra Alessandro Caspoli, direttore dell’Antoniano, e Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze all’Università di Modena. Durante il dibattito – coordinato da Stefano Trasatti, direttore dell’agenzia di stampa Redattore sociale – si parlerà di come rispondere in maniera condivisa al crescente bisogno di servizi a favore delle fasce meno protette della popolazione, le cosiddette “nuove povertà”, e del generale clima di forte insicurezza legato alla crisi economica. “Abbiamo una grande responsabilità – afferma Marco Gaiba, direttore Politiche sociali di Coop Adriatica, che introdurrà i lavori – Le persone individuano in Coop un punto di riferimento importante, a cui rivolgere richieste e in cui riporre la propria fiducia in un momento di grande apprensione per il futuro. Lo dimostra, ad esempio, la massiccia presenza alle ultime assemblee: 11 mila persone, il 180% in più del 2008. Le nuove povertà sono un tema su cui riteniamo di dover fare la nostra parte”. A febbraio, il Preventivo di sostenibilità 2009 – il documento con cui Coop Adriatica definisce e rende pubblici i propri impegni economici, sociali e ambientali – è stato al centro di 39 incontri pubblici con i soci, i cittadini, i rappresentanti degli enti locali e delle associazioni nelle regioni in cui la Cooperativa opera: Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo.

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