Coop Adriatica festeggia con Prodi un 2010 col segno più


BOLOGNA, 5 MAG. 2011 – "Molti in Italia pensano che per sopravvivere a questa crisi si possa prendere qualche scorciatoia: derogare ai diritti di chi lavora, alle leggi, alla qualità, alla salute, alle regole del mercato, al rispetto dell’ambiente. Noi siamo convinti del contrario: che solo attraverso scelte imprenditoriali etiche e attente alle persone e all’ambiente, solo restando ancorati ai nostri valori cooperativi potremo superare le difficoltà". Per bocca del suo presidente Gilberto Coffari, Coop Adriatica illustra una strategia che, oltre ad essere, si è rivelata vincente. Nonostante una situzione oggettivamente difficile, infatti, il bilancio consuntivo relativo al 2010 parla di oltre due miliardi di fatturato e più di 5 milioni di euro per la solidarietà e la coesione sociale. L’azione di Coop Adriatica, secondo Coffari, si può riassumere in due parole: sostenibilità e competitività. "Che non sono alternative, sono la stessa cosa per chi come noi guarda al lungo periodo e poggia la propria forza più sulla fiducia che sui capitali", ha detto stamattina il presidente nel corso dell’assemblea dei soci, a cui hanno hanno partecipato anche il politologo Piero Ignazi e Romano Prodi. L’iniziativa, intitolata "La giusta economia", ha permesso tra l’altro all’ex premier di dire la sua sulla crisi del Nordafrica."L’Europa sta a guardare e abbiamo soldi solo per le guerre", ha esordito polemicamente l’ex leader dell’Ulivo. Secondo Prodi l’iniziativa internazionale si è concentrata sulla Libia dimenticando altre questioni come quella tunisina e quella egiziana. "Se vogliamo che queste rivoluzioni abbiano il proprio corso – ha però ricordato – dobbiamo fare un lavoro comune Europa-Usa, aggregando magari anche la Cina". Per l’ex presidente del Consiglio non ha senso neanche continuare a parlare di libertà e democrazia se non ci si impegna realmente per un’economia più giusta, che cerchi di ridurre le diseguaglianze. "Nessuno sta facendo la sua parte, ma proprio nessuno. Io mi auguro che questa vittoria contro Bin Laden dia un orizzonte in cui si trasferiscano risorse e fondi dalla guerra verso la pace". La riduzione delle diseguaglianze è comunque un’urgenza anche a casa nostra. "Non so però fino a che punto l’Italia può reggere questa divaricazione sociale fra ricchi e poveri, questo é il problema del nostro futuro – ha detto infatti Prodi rispindendo ad una domamnda di Ignazi – ma non si può parlare di tasse e nemmeno di una seria politica di lotta all’evasione fiscale, perché sennò si perdono le elezioni: Tommaso Padoa Schioppa ed io abbiamo pagato per questo."L’ex premier, infine, dedica un pensiero ai suoi ex colleghi del centrosinistra. "L’opposizione italiana deve avere più coraggio? Non sono mica uno psicologo – ha detto – Bisogna sentire di avere delle carte vere, di sapere che la storia è la giustizia sono con te. Questo comporta però anche dei periodi di solitudine, lunghe marce, bisogna seminare piante e non seminare erba, investire sul futuro. Io ritengo che l’opposizione debba avere questa mentalità, per chi ha di fronte delle ingiustizie, mobilitare la società su questi temi non è un compito impossibile. Bisogna però guardare al domani e non all’oggi".

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