Convergenze democratiche: studenti per l’acqua pubblica


BOLOGNA, 5 DIC 2010 – Gli studenti in presidio alla Facoltà di Lettere contro la riforma Gelmini hanno partecipato alla manifestazione che si è tenuta ieri a Bologna contro la privatizzazione dell’acqua. La convergenza tra i due movimenti, quello studentesco e quello per l’acqua pubblica, non è inedita: già nei giorni scorsi dal suo sito web il coordinamento dei movimenti per l’acqua pubblica aveva manifestato la sua vicinanza alla protesta degli studenti. Con la partecipazione alla manifestazione nazionale di ieri, a Bologna come in tante altre città, gli studenti hanno ricambiato il sostegno.Il popolo dell’acqua ha chiesto ieri il blocco del decreto Ronchi, quello che concede la facoltà ai Comuni di assegnare la gestione dei servizi idrici a privati tramite bando di gara, fino all’effettuazione del referendum. Nel luglio scorso, infatti, il movimento per l’acqua pubblica ha presentato alla Cassazione un milione 400 mila firme per un referendum abrogativo, che dovrebbe essere effettuato nella primavera prossima. Dovrebbe, perché in caso di crisi di governo e di elezioni anticipate (sempre più plausibili) il referendum potrebbe slittare di un anno.Come scrive in una nota il comitato Acqua Bene Comune Emilia-Romagna, "nell’assemblea comune svoltasi venerdì pomeriggio nell’università occupata, gli studenti e le studentesse in lotta, dopo aver sviluppato le loro iniziative in difesa del bene comune della formazione, sono confluiti nella nostra manifestazione riconoscendosi nella comune battaglia per i beni comuni, i diritti e la democrazia". "A tutte e tutti coloro che hanno partecipato a questa mobilitazione – prosegue la nota – diciamo grazie e chiediamo di continuare la battaglia per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua fino all’effettuazione dei referendum. L’acqua non si vende. Si scrive acqua, si legge democrazia".

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