Contro il caro-denaro


BOLOGNA, 8 OTT. 2009 – Un nuovo accordo che offre alle imprese associate condizioni particolarmente interessanti sul piano della gestione finanziaria e denaro a minor costo è stato firmato stamattina da Cna, Confartigianato e i principali Istituti di credito dell’Emilia Romagna. La convenzione già in essere, frutto della collaborazione avviata da alcuni anni tra mondo imprenditoriale e mondo bancario, è stata arricchita da un “addendum” presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Bologna, dal Presidente regionale vicario di Cna, Fabio Giovannini, dal Presidente regionale di Confartigianato, Marco Granelli e dal Presidente del Co.Ba.Po – Consorzio Banche Popolari – Mimmo Guidotti.“In questa fase particolarmente delicata per l’intero sistema produttivo – ha spiegato Granelli – le difficoltà di accesso al finanziamento bancario continuano ad essere forti. Da qui la decisione di Cna e Confartigianato di aprire con le banche della regione, una trattativa che consentisse alle aziende associate di ottenere credito alle migliori condizioni di mercato e risparmi nella gestione finanziaria, regolamentando anche la cosiddetta ‘Commissione Disponibilità Fondi’ di cui tanto si è parlato nei mesi estivi con la legge anticrisi”.La nuova Convenzione fissa un tetto massimo alla commissione che, per le imprese più virtuose, è dello 0,15% a fronte di un tetto massimo fissato dalla legge anticrisi nello 0,50% e consentirà alle imprese socie, non solo di ottenere finanziamenti per la liquidità aziendale, ma anche consulenza per migliorare il merito di credito e quindi le condizioni loro praticate dalle banche.“L’intesa raggiunta – ha sottolineato Guidotti Presidente – dimostra come la collaborazione tra banche e imprese che ha già prodotto in Emilia Romagna risultati positivi, favorendo lo sviluppo e la competitività delle Pmi e contribuendo così alla crescita del sistema produttivo locale, possa diventare ancora più preziosa in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando. In questa situazione, il rischio di una crescita dei tassi di interesse con un aumento del costo del credito accompagnato da  riduzioni dei finanziamenti alle piccole imprese che ne metterebbe a dura prova la capacità di competere, è reale”.  “Questo strumento – ha ribadito Giovannini – si affianca a quello che abbiamo messo unitariamente in campo nei mesi scorsi, ovvero Unifidi, il più grande Confidi della regione che sta accompagnando i finanziamenti bancari con le garanzie. Al 30 settembre sono già quasi 10.000 le imprese che hanno visto garantiti finanziamenti per oltre 700 milioni di euro. Il “credit crunch” c’è, ma in Emilia Romagna c’è anche la volontà di Cna e Confartigianato di offrire alle imprese, soprattutto a quelle che stanno resistendo alla crisi pur soffrendo di gravi problemi di liquidità, credito a condizioni particolarmente favorevoli, consentendo loro di ottenere un risparmio che può arrivare fino ad un terzo rispetto alle condizioni oggi offerte dalle banche che sono fuori dalla Convenzione che abbiamo sottoscritto”. Cna, Confartigianato e gli istituti di credito hanno sottolineato che l’intesa prevede che le imprese associate alle due Confederazioni siano inserite  dalle banche, sulla base di rating o di classi di rischio, in quattro fasce, ad ognuna delle quali sono collegate condizioni più vantaggiose di quelle praticate sul mercato. In pratica, quanto più un’impresa dimostra di essere meritevole, tanto più sarà premiata. Nell’attuale contesto economico risulta evidente come l’accordo raggiunto in regione assuma un significato che va oltre le ottime condizioni in esso contenute, in quanto pone Associazioni e Istituti di credito firmatari al fianco delle imprese per aiutarle ad  affrontare le nuove regole del sistema bancario e le nuove dinamiche del mercato. Per sostenere ancor più le imprese, Cna e Confartigianato, data la pluriennale collaborazione tra Associazioni e Banche firmatarie dell’accordo, hanno chiesto agli Istituti di Credito di estendere la moratoria dei debiti anche a mutui e leasing che hanno beneficiato di contributi pubblici. La stessa richiesta è stata rivolta alla Regione Emilia-Romagna ed alle Camere di Commercio.

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