Conto alla rovescia per Dronitaly


L’industria dei droni lancia importanti segnali di crescita e rifocalizzazione, dimostrandosi attrattiva e vitale grazie a nuove società, alla riduzione delle aziende produttrici, al raddoppio di quelle consumer, all’aumento medio degli addetti e a un business ormai vicino ai livelli record del 2013, preregolamento, nonostante il sentiment contrastato da parte di alcuni osservatori. È quanto emerge dall'”Osservatorio sull’industria dei droni”, realizzato da Doxa Marketing Advice e da Mirumir, la società organizzatrice di Dronitaly, la fiera italiana dei droni che aprirà i battenti questo venerdì 30 settembre nella nuova cornice di ModenaFiere.

E fino al 1 ottobre i droni protagonisti si occuperanno di più settori. Una recente ricerca Image Line-Nomisma attesta che il contadino del Terzo millennio è “sempre più connesso”, a suo agio con la sensoristica hi tech e con i droni, che, per il 43% degli agricoltori rappresentano il futuro. Sull’onda dei continui progressi della tecnologia, i mestieri della terra stanno mutando in maniera radicale, con addetti, contoterzisti e imprenditori agricoli alle prese con gli effetti della “rivoluzione digitale”. Tra questi, la sensoristica all’avanguardia e i sofisticati software analitici-gestionali in dotazione ai nuovi mezzi operativi smart, come i “trattori connessi” e i droni, che consentono di studiare dall’alto in maniera precisissima e innovativa le colture. Sta nascendo l'”agricoltura di precisione”, che fa degli strumenti hi tech ad alto tasso di innovazione, come i droni, gli attrezzi da lavoro dei nuovi contadini digitali.

Droni volanti? Si parla sempre di loro ma esistono anche i loro “cugini”, i droni acquatici, che non sono da meno, anzi, rappresentano un settore in continua evoluzione in cui l’Italia è particolarmente attiva e all’avanguardia. Questi mezzi a controllo remoto, galleggianti o subacquei, possono infatti dare un grande contributo in operazioni di ricerca e salvataggio di persone e mezzi, monitoraggio deella salute delle acque e dell’ambiente, attività idrografiche e tante altre ancora.
Un drone sperimentale dell’Istitito di Scienze Marine (ISMAR) di Bologna e del CNR di Oristano ha appena affrontato un battesimo operativo nella laguna di Santa Giusta: equipaggiato con un nuovo sonar ultra-sonico è in grado di leggere il fondale e quindi ricostruire la storia della laguna da un punto di vista biologico e antropico con una precisione impensabile solo fino a poco tempo fa.

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