Consumi in calo, consoliamoci con il cioccolato


10 SET. 2009 – C’è la crisi, i consumi sono crollati del 2,6% ed è aumentato il divario tra ricchi e poveri. Nei primi sei mesi dell’anno sono calate anche le vendite dei prodotti tecnologici, e non era mai successo. Se poi si considera il fatto che per la ripresa bisogna aspettare il 2011, la situazione che emerge dal Rapporto Coop "Consumi e Distribuzione" 2009, presentato oggi a Milano, è piuttosto desolante. Ecco perchè non deve sorprendere più di tanto il vero e proprio boom registrato dal cioccolato, con le vendite di barrette che crescono a 2 cifre – in netta controtendenza – attestandosi a un rotondo +12%. ”Il cioccolato consola”, ha commentato Enrico Migliavacca, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori, che si è occupata di effettuare le rilevazioni. "Quando la gente è depressa mangia più cioccolato", gli fa eco Albino Russo, responsabile del settore economico.Le tavolette di cioccolata occupano la terza posizione nella top ten dei prodotti confezionati di largo consumo le cui vendite sono cresciute di più dall’inizio dell’anno. La classifica rivela che gli italiani preferiscono acquistare cibi pronti, ma non per via della crisi, bensì come effetto della tendenza ormai radicata ad affidarsi a prodotti pronti che non richiedano molto tempo per la preparazione. Al primo posto ci sono dunque, a pari merito, gli yogurt e le basi (+16%), al quarto gli altri piatti pronti e i preparati per dolci (+9%) e a seguire i sugelati vegetali (+8%), gli affettati (+5%) e il caffè macinato (+2%). Record negativo, invece, per il gelato in vaschetta. "Ma è solo perché quest’anno il caldo estivo è arrivato più tardi", assicura Russo.Comunque è il cibo in generale ad essere la maggiore vittima dei tagli nei consumi degli italiani. E’ aumentata la vendita dei prodotti alimentari a prezzo più basso – pari al 24,4% nel primo semestre 2008 e al 25,2% nel 2009 – ma si sono ridotti i consumi di beni da sempre presenti sulle tavole degli italiani, come Parmigiano Reggiano e simili (-10%), o olio extravergine di oliva (-4%). "Si è un po’ ribaltata la percezione di prodotto di prima necessità – spiega Albino Russo – Prima, nei periodi di crisi si rinunciava ai consumi ricreativi, a cominciare dalle vacanze. Adesso invece le vacanze si fanno e magari si taglia sull’alimentare, che è un settore particolarmente competitivo e offre soluzioni di consumo che permettono di soddisfare i bisogni a prezzo più basso".Ma prima di tutto gli italiani pensano a risparmiare. Il 37% degli intervistati afferma infatti che, una volta soddisfatti i bisogni essenziali, sceglie di mettere da parte il denaro che resta. Un atteggiamento più da formiche che da cicale, che si ripercuote ancora una volta sui consumi: la spesa individuale degli italiani, dice il Rapporto Coop, non tornerà a crescere prima del 2012. E nel frattempo aumentano le disuguaglianze sociali: oltre il 66% delle famiglie si sente povera, il 17,6% fa fatica a sostenere le spese per alimentari e cure mediche e il 25,4% non riesce a pagare le bollette, mentre poco meno della metà della ricchezza complessiva del Paese e’ concentrata nelle mani del 10% della popolazione. E ciò diventa lampante quando si scopre che, accanto all’aumento delle vendite dei prodotti a prezzo più basso, cresce con gli stessi ritmi la vendita di prodotti di lusso, quelli con prezzi superiori di oltre il 30% rispetto alla media."Secondo il nostro scenario di previsione, solo nel 2011 i tassi di crescita potranno recuperare i ritmi, peraltro modesti e inferiori al punto percentuale, registrati in media tra il 2001 e il 2007", rivelano in conclusione gli esperti della Coop. Faticheranno molto per risalire la china i beni durevoli come le automobili, l’arredamento, i tessuti per la casa e gli elettrodomestici. E toccherà aspettare ancora un po’ prima che gli italiani ricomincino a spendere sul serio anche per abbigliamento e calzature. A guidare la ripresa saranno, invece, proprio i prodotti tecnologici, quella categoria che, a differenza delle altre, aveva sempre tenuto, ma che quest’anno ha registrato un’inedita flessione nelle vendite. In testa alla top ten prevista per il 2010 c’è infatti la telefonia, seguita dai servizi di telefonia e, al quinto posto, da audiovideo, foto e computer.

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