Consorzi agrari. “Reggio stia fuori dal progetto di fusione”


REGGIO EMILIA, 16 DIC. 2011 – Il progetto di fusione tra il Cap di Reggio Emilia e il Consorzio Agrario di Bologna-Modena non piace alla Confagricoltura di Reggio Emilia. Il presidente provinciale Lorenzo Melioli ha contestato in una conferenza stampa svoltasi stamani che a pochi mesi dalla data prevista per l’operazione, gli agricoltori soci o consiglieri del Consorzio di Reggio "non sono ancora stati informati dei dettagli del progetto e, pertanto, non hanno potuto fare valutazioni o esprimersi nel merito". Secondo Melioli, "con questi presupposti è lecito pensare ad una operazione dettata dall’alto che procede fuori dai percorsi trasparenti e democratici che dovrebbero essere propri di ogni cooperativa". "La fusione di due società", prosegue Melioli, "è un vero e proprio matrimonio economico. Da questo punto di vista ci spaventa ciò che il Caip di Bologna-Modena porterà in dote: un indebitamento verso banche di 48,6 milioni di Euro e debiti verso fornitori per oltre 45 milioni di euro, secondo i dati al 31 dicembre 2010".Per l’Associazione degli imprenditori agricoli reggiani si tratta di dati ancora più allarmanti se confrontati con la situazione finanziaria del Cap di Reggio, che opera quasi costantemente con mezzi finanziari propri e addirittura vanta proventi finanziari attivi (oltre 340.000 euro nell’esercizio 2010). Melioli auspica che in tempi rapidi i vertici del CAP Reggio Emilia spieghino "in modo convincente" i vantaggi di questa fusione che Confagricoltura, al momento, "ritiene essere un’operazione economicamente dissennata e potenzialmente mortificante per l’agricoltura reggiana, che oltretutto rischia di essere messa all’angolo nella gestione del futuro ente".

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