Consiglio degli Stranieri di Bologna: “Contro di noi attacchi politici”


BOLOGNA, 31 GEN. 2009 – Il Consiglio degli stranieri della provincia di Bologna, il cui presidente pakistano di 35 anni Asif Raza nei giorni scorsi è stato arrestato con l’accusa di guidare un’organizzazione che sfruttava e favoriva l’immigrazione clandestina, non si scioglierà per questa vicenda come è stato chiesto da parte di vari esponenti del centrodestra. "Contro il Consiglio ci sono stati attacchi politici, anche da parte di parlamentari di un certo calibro", ha sottolineato Bouchaib Khaline, dell’ufficio di presidenza. In una conferenza stampa, Khaline e al vicepresidente Mohamed Zakiri hanno spiegato le decisioni prese ieri dal consiglio che si é riunito a porte chiuse, a cui sono stati invitati la presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il presidente del consiglio provinciale Maurizio Cevenini. All’incontro di ieri Raza ha fatto avere, tramite il suo avvocato, una lettera in cui ribadisce la propria innocenza e in cui si impegna a dimettersi se sarà rinviato a giudizio. L’organismo, presenti 25 consiglieri su 30, ha formalizzato la sospensione di Asif Raza, ma non lo ha sfiduciato. "Crediamo nelle regole e nella magistratura – ha spiegato Zakiri – Nella sua lettera Asif dice di essere innocente e questo è legittimo. Ma noi non possiamo dire sì o no. Aspettiamo ciò che dice la magistratura". Raza – ha aggiunto – "é una persona ottima, che ha sempre svolto un ottimo lavoro". Nell’ ordine del giorno approvato, il consiglio tra l’altro parla di "attacchi feroci" subiti da stampa e da "alcuni partiti politici". E chiede che la vicenda personale di Raza non venga strumentalizzata per fini di politica xenofoba. "Non spetta a noi né condannare né assolvere Raza – si legge – Però è nostro compito impedire che un immigrato venga condannato dai giornali, dai partiti e dalle istituzioni senza che ne sia neanche iniziato il processo". In particolare esponenti di Forza Italia, An e Lega hanno sollecitato la sospensione dell’intero Consiglio, dopo l’ arresto del presidente. "Questo non è un modo di fare responsabile – ha commentato Zakiri – Noi stiamo lavorando per il bene degli immigrati e per l’integrazione. Alla cittadinanza bolognese, di cui facciamo parte (io sono qui da 20 anni) diciamo, ‘dateci una mano, il nostro obiettivo è diventare nuovi cittadinì".

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