Congiuntura: calala produzione, bene l’export


BOLOGNA, 19 GEN. 2013 – Un terzo trimestre di recessione per l’Emilia Romagna che vede un calo della produzione, a quota -4,7%. Segno positivo invece per le esportazioni che segnano quota +3,4%. Questi, in sintesi, i dati diffusi da Unioncamere Emilia-Romagna nell’ambito dell’indagine condotta in collaborazione con Confindustria Emilia Romagna e Intesa San Paolo. Entrando nel merito dei dati si osserva come la produzione dell’industria in senso stretto dell’Emilia-Romagna è diminuita del 4,7 per cento rispetto all’analogo periodo del 2011, -3,6 per cento nel trimestre precedente. La caduta dell’attività a livello nazionale è stata più grave (-6,9 per cento).Le maggiori difficoltà hanno interessato l’industria del legno e del mobile (-9,8 per cento), che risente della crisi del mercato immobiliare, quelle della moda (-7,7 per cento), che sconta la riduzione dei consumi, e quella dei metalli (-6,8 per cento), che comprende larghi strati della subfornitura meccanica, settore tipicamente pro ciclico. Le industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto hanno solo contenuto la perdita (-2,5 per cento), grazie al maggiore grado di apertura all’export. Anche l’industria alimentare ha pesantemente risentito della diminuzione dei consumi (-3,7 per cento), nonostante il suo carattere aciclico. Meno orientate al commercio estero, le imprese di ridotta dimensione pagano lo scotto più elevato.La discesa è del 6,8 per cento per le imprese minori fino a 10 dipendenti, Per le piccole (10-49 dipendenti) il calo dell’attività è del 5,4 per cento, mentre risulta più limitato (-3,3 per cento) per le medie imprese (da 50 a 500 dipendenti), grazie alla loro maggiore apertura all’export.Il fatturato a valori correnti ha subito una flessione tendenziale del 4,9 per cento. Si aggrava la condizione rispetto al trimestre precedente (-3,7 per cento), ma anche in questo caso il dato è meno pesante di quello italiano (-6,9 per cento). Un nuovo segnale negativo per il futuro è venuto dall’ulteriore cedimento della domanda (-5,2 per cento), rispetto all’andamento nel trimestre precedente (-4,2 per cento), in quanto si tratta di una flessione più ampia di quella della produzione, nonostante che l’andamento risulti meno pesante rispetto a quello nazionale (-7,8 per cento).Le esportazioni costituiscono nuovamente l’unica nota positiva, +3,4 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2011. Si tratta di un risultato migliore di quello del trimestre precedente (+1,9 per cento) e superiore rispetto all’andamento nazionale (+1,8 per cento).Sono diminuite solo le vendite all’estero dell’industria alimentare. Quelle dell’industria del legno sono rimaste sostanzialmente stazionarie. Il successo maggiore sui mercati esteri l’hanno ottenuto le industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto (+5,7 per cento). Il fatturato estero è aumentato sostanzialmente nella stessa misura per tutte le classi dimensionali delle imprese.Un’indicazione moderatamente positiva per il futuro è giunta dalla crescita degli ordini esteri (+3,0 per cento) che è risultata lievemente superiore all’andamento rilevato nel trimestre precedente (+2,9 per cento) e molto migliore del dato riferito all’industria nazionale (+1,1 per cento). Un’indicazione di cautela deriva dalla considerazione che l’aumento degli ordinativi esteri è risultato inferiore a quello delle esportazioni correnti. Dovrebbe comunque continuare a giungere un sostegno dai mercati esteri.Meno nere le aspettative. Sale al 25 per cento la quota delle imprese che si attende un aumento della produzione nel prossimo trimestre, mentre scende al 32 per cento quella che ne teme una riduzione. Il saldo resta comunque negativo. I dati sono sostanzialmente analoghi a livello nazionale. Le aspettative risultano quindi meno fosche rispetto al trimestre precedente. Le attese stentano però a migliorare soprattutto per la subfornitura dell’industria del trattamento metalli e minerali metalliferi.

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