Confindustria: “Serve il lavoro, il resto è inutile”


Aspetta al varco Renzi e lancia la stoccata: “Il vero problema del paese è creare nuovi posti di lavoro. Se non ci riusciamo, tutte le altre discussioni sono assolutamente inutili”, taglio delle tasse compreso. Lo dice il presidente regionale di Confindustria Maurizio Marchesini, questo pomeriggio alla presentazione dell’indagine di Almalaurea sulle condizioni occupazionali dei laureati. Marchesini, a margine del convegno, sospende qualsiasi giudizio sul taglio delle tasse messo in cantiere dal Governo Renzi per mercoledì. “Non mi ha mai appassionato fare la gara tra Irap e Irpef, ma c’è una cosa molto importante: un taglio di 10 miliardi (al cuneo fiscale) da solo non è sufficiente. E’ utile se è un primo passo. Da solo non risolve il tema, è solo un’indicazione corretta verso una strada corretta”. Quanto al Jobs act “per adesso conosciamo solo i titoli. Sicuramente ha il merito di affrontare il problema – concede Marchesini – Non si creda però che solo così si risolva il problema del lavoro”. Dunque Confindustria Emilia-Romagna aspetta Renzi al varco. Senza sbilanciarsi sul nuovo esecutivo. “Abbiamo aspettato sette mesi per dare un giudizio sul Governo Letta. Non daremo sicuramente un giudizio sul Governo Renzi dopo sette giorni. Siamo abituati come imprenditori ad aspettare i fatti”.

Una “massa critica” di ingegneri e periti per salvare l’industria italiana. E’ la ricetta dell’ex premier ed ex presidente Ue Romano Prodi, che arriva a sollecitare una campagna mediatica a favore delle scuole tecniche ed incentivi a favore di chi si iscrive a questi corsi. “Voglio essere provocatorio: se facciamo l’esame di chi ci ha spinto allo sviluppo passato vediamo che sono stati i periti e gli ingegneri, mica gli economisti”, ha sottolineato il professore, chiudendo questa sera il convegno di Almalaurea. “Le tecnologie medie come la meccanica, in cui siamo ancora bravi nel mondo, hanno bisogno di questi uomini. Stiamo commettendo l’errore tragico di considerare la scuola tecnica una cosa di secondo piano, dove si mandano i ragazzi che non sono stati bravissimi”. Invece, secondo Prodi, “bisogna dare un messaggio opposto: sono quelli che salveranno il paese nel futuro. E se necessario bisogna finanziarli, aiutarli anche economicamente. Bisogna dire a tutti i media, radio e televisioni: attenzione che senza queste persone il paese è finito”.

 

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