Confindustria, passaggio di consegna al vertice regionale


BOLOGNA, 14 GIU. 2011 – "L’orizzonte delle imprese, investimenti, sviluppo e nuovi mercati" è il titolo di un convegno che è stato teatro, a Bologna, di un passaggio storico di testimone alla guida di Confindustria Emilia-Romagna. Dopo sei anni di mandato Anna Maria Artoni lascia il posto a Gaetano Maccaferri. Il nuovo presidente si impegna sin da subito a lavorare per mettere le imprese nelle condizioni di svilupparsi e creare ricchezza per il territorio."Gli imprenditori dell’Emilia-Romagna non vogliono mollare", sono le parole di Maccaferri, "e sono pronti a sfide che dovranno essere vissute cercando alleanze e sinergie e lavorando insieme a Istituzioni, Pubblica Amministrazione, organizzazioni d’impresa, sistema del credito, sindacato e a tutto il sistema dell’educazione e della ricerca".Maccaferri considera il nuovo incarico "motivo di orgoglio" da affrontare con "l’etica del dovere e della responsabilità", spende le sue prime parole da presidente innanzi alla platea di un incontro organizzato dalla Confindustria regionale e da Confindustria Piccola Impresa a Villa Guastavillani, sede della Alma Graduate School. "Noi imprenditori dell’Emilia-Romagna – ha osservato dopo avere ringraziato la presidente uscente – non vogliamo mollare. anche se la crisi è stata forte e selettiva, anche se il nostro sistema industriale ne uscirà profondamente cambiato, vogliamo continuare a far crescere le nostre imprese. Conosciamo i nostri punti di forza – ha aggiunto – ma siamo anche consapevoli dei punti di debolezza: abbiamo chiare le sfide e i rischi ma anche le grandi opportunità che il futuro può presentare". Pertanto, ha ammonito, "è lì che dobbiamo concentrare i nostri sforzi, cercando alleanze e sinergie, superando corporativismi e veti , lavorando – ha sottolineato – insieme alle "Istituzioni, alla Pubblica Amministrazione, alle altre organizzazioni d’impresa, al sistema del credito, al sindacato e a tutto il sistema dell’educazione e della ricerca".Oltre ad avere come "riferimento e partner fondamentale", la Regione poiché, ha chiosato, "il nostro orizzonte è chiaro: concorrere a costruire un futuro migliore per le imprese e per tutta la società dell’Emilia-Romagna".Territorio per cui si è spesa, a lungo, Anna Maria Artoni, presidente uscente della Confindustria regionale, al passo d’addio. "Oggi si conclude un mandato di sei anni – ha spiegato – e il mondo sei anni fa era diverso, incredibilmente diverso", non ancora toccato dalla crisi che ha stravolto l’economia internazionale, del Paese e inevitabilmente della regione. Tuttavia – è il saluto della Artoni – "il sistema dell’Emilia-Romagna può diventare motore di cambiamento. C’è una forte dinamicità – ha chiosato – e penso che si possa correre nei prossimi anni per essere il motore del cambiamento del Paese: qui ci sono le condizioni e i fattori per fare un salto di qualità".

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