Confindustria: il pubblico deve investire


Chiede investimenti, e ancora investimenti e altri investimenti, Confindustria Emilia-Romagna che oggi tramite il suo presidente, Maurizio Marchesini, si mobilita chiedendo un cambio di passo al governo ma anche chiarezza alla Regione sulla legge dedicata a investimenti e attrattività. “Chiediamo alle forze politiche di inserire nel nuovo contratto di governo una ”agenda per gli investimenti”, con pochi strumenti generali, semplici, chiari, stabili e di lungo periodo. L’agenda politica di questi giorni è tutta concentrata sui temi istituzionali e sulla riforma elettorale, “temi importanti ma che da soli non creano sviluppo od occupazione”, chiarisce Marchesini, incontrando la stampa insieme con tutti i vertici regionali dell’associazione degli industriali. Se in Italia la recessione sembra essere finita, ricorda Marchesini, non lo sono i suoi effetti. I dati a consuntivo di Confindustria dicono infatti che in Emilia-Romagna il sistema produttivo ha chiuso il 2013 in modo negativo: il Pil regionale segna -1,4%, contro un -1,8% italiano, soprattutto a causa degli andamenti delle costruzioni e del manifatturiero. Il tasso di disoccupazione in regione risulta all’8,2%, le imprese in meno sono 6 mila. E le prospettive non appaiono rosee: per il 2014 lo scenario è quello di una moderata inversione (+1% l’ipotesi più ottimistica) a fronte di una stima nazionale pari al +0,7% (Centro studi Confindustria). Valori marginali, dice Confindustria, non in grado di generare effetti durevoli sull”occupazione.

 

 

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