Confindustria Emilia, il saluto di Vacchi


“Questa è l’ultima assemblea di Alberto Vacchi. Io voglio esprimere gratitudine e riconoscenza all’uomo che ho conosciuto e stimato e al presidente di Confindustria Emilia. In questi anni ho avuto modo di conoscerlo e quando parlava mi è tornata in mente una massima di Pirandello che sembra cucita su di lui: ‘È molto più facile essere un eroe che un gentiluomo. Eroi si può essere ogni tanto, gentiluomini sempre’. E Alberto Vacchi è un gentiluomo”. L’ha detto il degli industriali, Vincenzo Boccia, salutando il leader di Confindustria, Vacchi destinato a lasciare la guida dell’associazione. Vacchi, era stato il principale sfidante di Boccia nella corsa per la guida degli industriali italiani nel 2016.
Nessuna contestazione al Governo, né disaccordi con le parole del presidente degli industriali, Vincenzo Boccia. A dominare l’umore della platea dell’Assemblea generale di Confindustria Emilia, riunita a Bologna, è stato il ‘cambio di agenda’ degli industriali nei confronti del Governo, di cui lo stesso Boccia ha parlato arrivando. Decisive, le parole del vicepremier, Matteo Salvini, salutate dal presidente in maniera più che positiva anche dal palco. Durante il suo discorso, l’applauso è comunque scattato quando, a proposito del tavolo sull’Ilva, in programma nel pomeriggio, ha detto che, una soluzione, “sarebbe un bel voltare pagina di un Governo del cambiamento delle soluzioni e non solo delle dichiarazioni”. E dire che le premesse erano molto diverse, tanto che si era parlato anche di industriali nelle piazze al fianco dei sindacati e contro l’esecutivo. Un’ipotesi che, in astratto, il padrone di casa, Alberto Vacchi, non aveva scartato pur sottolineando come qui tra gli associati non ci fosse quel tipo di ipotesi e che le piazze sono i luoghi del mondo del lavoro ma “questo non significa che su alcune motivazioni che mobilitano una massa importante del mondo del lavoro non possa esserci a fianco anche la stessa forza imprenditoriale”.

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