Confindustria, continua il regno di Anna Maria Artoni


BOLOGNA, 22 LUG. 2009 – "E’ come se fossimo alle tre di notte. Il momento più freddo in cui bisogna coprirsi". Questa metaforica considerazione, che rende l’idea delle difficoltà con cui gli industriali si devono confrontare, è stata la prima dichiarazione che Anna Maria Artoni ha rilasciato dopo la sua rielezione a presidente di Confindustria Emilia-Romagna. La nomina è arrivata per acclamazione, al termine del consiglio direttivo regionale riunito oggi a Bologna. E’ il terzo mandato biennale per la Artoni che, al termine di questi due anni, per statuto, non potrà più essere rieletta. "La situazione in autunno sarà critica. Lo sforzo sarà quello di ridurre il più possibile le situazioni di chiusura", ha ammesso nel corso del suo intervento. A settembre – ha spiegato la Artoni – "chiederemo al settore finanziario uno sforzo straordinario. Non possiamo lasciare indietro le imprese che hanno investito e si trovano in crisi di liquidità per un calo di fatturato dovuto alla crisi di domanda, non di competitivita". C’é infatti la preoccupazione che il sistema del credito faccia mancare a molte imprese le risorse necessarie. A dare manforte agli imprenditori nelle loro richieste c’é anche il presidente della regione Vasco Errani che dal palco dello stesso convegno riconosce che certo finora le cose non sono andate lisce nel rapporto fra credito ed imprese, ma la Regione, assicura, è pronta di nuova svolgere il proprio ruolo. Ricorda i 50 milioni stanziati a fine anno per i consorzi fidi, le nuove risorse previste nell’assestamento di bilancio e "se ci sarà necessità ci saranno ulteriori risorse". Ma Errani mette l’accento anche sull’accordo per l’impiego degli ammortizzatori sociali "per non ridurre la base produttiva, non andare ai licenziamenti e costruire il ponte per superare la crisi". Sono disponibili 520 milioni che verranno utilizzati per tutto il 2010 – ricorda ancora il presidente della Giunta regionale – e se ci trovassimo di fronte ad una domanda superiore c’é la disponibilità del governo a coprire automaticamente il fabbisogno". Quanto all’accordo siglato due mesi fa con le altre associazioni ed i sindacati per l’impiego anticrisi di queste risorse, finora non siglato da Confindustria, l’impressione è che ci possa essere una svolta a breve, forse già venerdì quando i partecipanti a quel tavolo si riuniranno in regione. "Non abbiamo firmato, ma stiamo lavorando. C’é ottimismo", si é limitata a dire oggi Artoni. "E’ vero. Si sta lavorando. Ero ottimista e tale rimango", ha aggiunto Errani rimandando a venerdì per quanto riguarda l’aggiornamento sull’intesa. Sul tema del credito è intervenuto con una intervista registrata anche il presidente di Carisbo Filippo Cavazzuti che da una parte ha sottolineato come le banche siano pronte ad accompagnare le aziende nel loro sviluppo perché "devono crescere di dimensione o per vie interne o per aggregazioni. Le banche non possono che essere a favore, ma il periodo della leva finanziaria al 100% è finito, del tutto alle nostre spalle così come le imprese devono stare molto più attente alla composizione del loro passivo". Poi il banchiere ha spronato sia le banche che il sistema imprenditoriale a fare altri passi in avanti per raggiungere "una completa trasparenza nei rapporti reciproci" che non potranno che migliorare il contatto tra i due mondi.

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