Confindustria Ceramica:”Giù il costo dell’energia”


SASSUOLO (MO), 21 NOV. 2012 – Un "semplice, logico provvedimento che aiuterebbe concretamente, già da subito, a non peggiorare la già preoccupante situazione economica del nostro Paese". Così, in una nota, il presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini invita l’Esecutivo a varare una norma per ridurre il costo dell’energia che grava su cittadini e imprese. "Noi – scrive – ci aspettiamo che il Governo metta subito in atto i dovuti correttivi, che in questo caso non sarebbero comunque a carico delle finanze dello Stato, perché è sufficiente adottare le stesse modalità applicate in altri paesi della Comunità Europea. Ciò che chiediamo – aggiunge Manfredini – è un semplice, logico provvedimento che aiuterebbe concretamente, già da subito, a non peggiorare la già preoccupante situazione economica del nostro Paese, preservando la competitività di imprese che, come l’industria ceramica, ma in generale tutto il settore manifatturiero, non possono più sopportare pesi e oneri che distorcono pesantemente le regole del mercato". Nel suffragare la propria richiesta il presidente di Confindustria-Ceramica sottolinea come "mentre il puro costo dell’energia in un anno cresce del 13%, che è già una enormità per i tempi di crisi generale in cui ci troviamo, dove i prezzi dell’energia sono in calo in tutto il mondo, la voce denominata dispacciamento è addirittura cresciuta del 50%, e quella relativa alla componente A3 per gli incentivi alle fonti rinnovabili è cresciuta del 54%, raggiungendo una incidenza del 40 % sul costo totale della bolletta per una impresa industriale. La crescita in un anno – chiosa Manfredini – risulta quindi essere del 25%, con un costo complessivo di Euro 150 per MWh, che è più del doppio, ad esempio, di quanto paga una analoga impresa tedesca, alla quale lo Stato, a differenza di quanto è avvenuto in Italia, non ha caricato alcun onere parafiscale per le rinnovabili".

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