Confindustria Ceramicae il contratto di appalto


24 FEB. 2012 – “Le imprese richiedono un costante ripensamento nell’organizzazione dei processi produttivi e del lavoro, in funzione anche dell’evoluzione degli scenari che la crisi economica ha sicuramente esasperato. In questo contesto, l’esternalizzazione di fasi dell’attività economica aziendale trova nel ricorso al contratto di appalto la figura giuridica che si presenta, da un lato, estremamente duttile e, dall’altro, particolarmente complessa nella sua fase di applicazione”. Con queste parole Enzo Mularoni, Presidente della Commissione Sindacale di Confindustria Ceramica, ha introdotto i lavori del convegno organizzato su una materia la cui complessità è evidente se si che può connotarsi in maniera diversa a seconda dell’oggetto, dell’opera e del servizio appaltato o dell’interlocutore – pubblico o privato – coinvolto. Un tema di grande attualità ed interesse, come dimostrato dalla presenza nella Sala Conferenze di Confindustria Ceramica dei rappresentanti di oltre un centinaio di imprese.    Due le relazioni tecniche svolte durante la sessione dei lavori. Il primo a prendere la parola è stato Paolo Pennesi, Direttore Generale per l’attività ispettiva del Ministero del Lavoro, che ha approfondito – tra gli altri – aspetti centrali quali le problematiche interpretative che hanno portato il legislatore a progressivi e successivi interventi normativi, aventi lo scopo da un lato di chiarire quanto normato e dall’altro di adeguare il quadro di riferimento alle mutate realtà aziendali. Non meno importante è stato il tema della corretta delimitazione dei confini di liceità del contratto di appalto, tema molto controverso e dibattuto, che afferisce direttamente al diritto del lavoro. Ha poi preso la parola Pierguido Soprani, avvocato esperto in igiene e sicurezza del lavoro. Nel suo intervento, il legale ha rimarcato come questo contratto venga utilizzato per disciplinare rapporti di collaborazione con lavoratori ed aziende su ambiti di intervento, che possono variare da semplici e singoli iniziative sulle linee produttive fino all’istituzione di veri e propri cantieri complessi. Importante in tal senso sono i casi nel quali la legge impone la redazione del "documento di valutazione dei rischi", come anche le evidenze contenute nel decreto legislativo 81/2008, che disciplina il regime di responsabilità solidale, norma che pone in capo al committente una serie di specifici obblighi. Al termine dei lavori ampio spazio è stato lasciato alle domande da parte del pubblico, volto a dare risposte a specifici quesiti applicativi relativi a questa complessa disciplina.

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