Confindustria: bene bilancio Regione, ma più forza alle opere


Nel bilancio 2015 della Regione Emilia-Romagna, appena licenziato, sono contenute “scelte positive per lo sviluppo economico” anche se resta un quadro da “rafforzare con un impegno più deciso sulle infrastrutture”. E’ quanto dichiara, in una nota, il presidente della Confindustria regionale, Maurizio Marchesini. “Con il bilancio – afferma – si entra in una fase di piena operatività e di attuazione degli interventi previsti dal programma della Regione, in questo momento quanto mai necessari per intercettare i segnali di ripresa e stimolare la fiducia di imprese e famiglie: da questo punto di vista il cofinanziamento dei Fondi strutturali, parzialmente accollato per la prima volta alle Regioni, è un’evidente scelta a favore dello sviluppo, capace di mettere a disposizione 2,5 miliardi di euro in sette anni, con un positivo effetto moltiplicatore su investimenti pubblici e privati”. A giudizio di Marchesini, apprezzato dagli imprenditori è “lo stanziamento di 10 milioni nel triennio a supporto della Legge regionale per l’attrattività e gli investimenti di rilievo regionale”, cui, precisa il leader degli industriali emiliano-romagnoli, dovranno seguire “interventi di agevolazione fiscale e finanziaria, semplificazioni burocratiche e amministrative e convergenti impegni da parte degli Enti Locali”. Tra i segnali positivi, evidenzia ancora Marchesini, “le risorse per l’internazionalizzazione, su cui vi è stato un preciso impegno del presidente Bonaccini per una significativa integrazione di risorse con l’assestamento di bilancio del prossimo giugno”, e quelle stanziate di “un primo pacchetto di interventi per la difesa del territorio, da 45 milioni di euro”. Tuttavia, argomenta, in questo quadro “dispiace constatare l’assenza di una decisa volontà a procedere rapidamente alla realizzazione delle infrastrutture prioritarie ed urgenti per l’Emilia-Romagna, a partire da Passante Nord, Cispadana, bretella Campogalliano Sassuolo e Tirreno-Brennero”, tutte opere divenute, secondo Marchesini, “oggetto di contingenti strumentalizzazioni politiche ed elettorali”. Di fatto, chiosa, “il dibattito è incentrato solo sul sì o sul no alle infrastrutture, a prescindere, mentre sarebbe opportuno approfondire le scelte progettuali e tecniche che potrebbero assicurarne una equilibrata integrazione con il territorio”.

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