Confindustria: a rischio l’offerta turistica della riviera ravennate


RAVENNA, 5 MAR. 2009 – "L’imminente stagione estiva rischia di veder compromessa l’offerta complessiva del comparto turistico balneare di Ravenna e dell’intera Riviera". Così Gianluigi Casalegno, presidente del Gruppo Turismo e Comunicazione di Confindustria Ravenna, esprime le proprie preoccupazioni in merito a quello che potrebbe essere l’effetto boomerang del massiccio aumento dei canoni demaniali marittimi. Gli importi sono stati infatti maggiorati del 1200-1500 per cento rispetto a quelli versati nel precedente triennio: "Di fronte a tali cifre molti operatori del settore, nell’impossibilità di corrispondere cifre tanto esose, saranno costretti a revocare l’apertura dei propri stabilimenti", afferma Casalegno. Per cercare di risolvere questa situazione di stallo, oltre all’incontro con il presidente della VI Commissione Finanze della Camera, Gianfranco Conte, Assobalneari Italia- Confindustria, assieme alle altre associazioni di categoria, si è mobilitata ulteriormente invocando anche l’intervento del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In particolare, ricorda Confindustria Ravenna, al capo del Governo è stata ribadita la necessità di una rimodulazione della materia attraverso la conversione in legge del protocollo d’intesa siglato con il Sottosegretario Michela Vittoria Brambilla il 25 novembre, auspicando la possibilità di giungere in tempi rapidi a un provvedimento di proroga al 31 dicembre 2009 per quanto riguarda l’applicazione di quella parte della legge 296/06 (Finanziaria 2007) che riguarda il calcolo dei canoni demaniali. Una forma di garanzia al futuro dei concessionari balneari "che si è oltre più individuata nel decreto anticrisi al quale il Governo sta attualmente lavorando e che potrebbe configurarsi come strumento utile per attuare la proroga in oggetto". Confindustria Ravenna ricorda inoltre l’"importante lavoro svolto dalla Regione e dai parlamentari eletti nella nostra realtà, per rappresentare a Roma le esigenze delle categorie produttive ravennati".

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