Confimi e Simest per competere sul mercato globale


Una partnership forte per imporsi sui mercati esteri. Un’alleanza per presidiare paesi difficili, nei quali la concorrenza si intensifica giorno dopo giorno. Questo il senso ultimo dei progetti presentati al convegno organizzato da Apmi Confimi Impresa dal titolo “Adesso… ripartiamo! Simest e le Pmi per la crescita e l’internazionalizzazione”, svoltosi mercoledì pomeriggio nell’Auditorium dell’associazione. Presenti l’amministratore delegato di Simest, Massimo D’Aiuto, insieme al vice presidente nazionale di Confimi Impresa, Dino Piacentini; il presidente di Confimi Impresa Modena, Giovanni Gorzanelli e il direttore generale di Confimi Impresa, Fabio Ramaioli. Davanti a una platea gremita di imprenditori, il filo conduttore dei vari interventi è stata l’importanza che riveste nel nostro paese l’export che, ha ricordato Gorzanelli, “nel 2013 ha generato un giro d’affari di 390 miliardi di euro (+2,3%) rispetto all’anno passato, di cui ben 200 miliardi in capo alle piccole e medie imprese”. Ha illustrato l’identikit di Confimi il direttore generale Fabio Ramaioli: “Siamo nati due anni fa con l’obiettivo di riportare l’industria manifatturiera al centro del dibattito e ci stiamo riuscendo. Non è un caso se Modena ha la delega nazionale all’internazionalizzazione”. Ètoccato poi all’ad di Simest, Massimo D’Aiuto, presentare il quadro di ciò che la società può offrire alle Pmi: “Siamo una finanziaria di sviluppo che propone principalmente tre filoni di attività: partecipiamo ai capitali delle società, individuiamo opportunità di investimento all’estero e in Italia e gestiamo i fondi pubblici per l’internazionalizzazione. Alle aziende – ha precisato – proponiamo una vera e propria attività di scouting, intesa come lavoro mirato di affiancamento per cercare investimenti specifici”. Altro servizio di Simest, ha proseguito D’Aiuto, “è prevedere per l’impresa una struttura permanente in un determinato mercato. In quest’ultimo caso abbiamo strumenti che nessun’altro ha in Europa, in primis la nostra disponibilità a partecipare al capitale di rischio attraverso un fondo di equity”. In conclusione dell’incontro ha presentato la propria personale esperienza positiva lo stesso Dino Piacentini: “Davanti a un partner di questo genere non ci sono più alibi per dire ‘non lo sapevamo’ – ha spiegato -. Come imprenditori abbiamo il dovere di essere responsabili e svolgere il nostro ruolo di creazione di sviluppo tramite gli investimenti: non dobbiamo avere paura di questa sfida”.

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