Confesercenti, saldo imprese: -693 in due mesi


Non si arresta il trend negativo per le piccole e medie imprese in Emilia-Romagna. Nel primo bimestre del 2014, secondo i dati dell’osservatorio Confesercenti diffuso oggi, solo nel settore della distribuzione al dettaglio hanno già chiuso i battenti in regione 937 negozi, mentre continuano ad essere ridotte le nuove aperture di attività (244) con un saldo negativo di -693. In questo caso, la classifica recita Bologna -131, Modena -122, Parma e Rimini -78, Reggio -65, Ravenna e Forlì-Cesena -61, Ferrara -58, Piacenza -39.

 
Non differiscono di molto i dati relativi agli intermediari del commercio; nel gennaio e febbraio 2014 hanno chiuso i battenti 669 attività, mentre se ne sono iscritte 313 per un saldo di -356. Ecco la relativa graduatoria territoriale: Bologna -118, Modena e Parma -48, Forlì-Cesena -37, Rimini -33, Reggio -23, Ravenna -22, Piacenza -19, Ferrara -8.
Per quanto riguarda invece le imprese ricettive e di ristorazione, hanno chiuso 648 attività e se ne sono iscritte 171, per un saldo complessivo di -477: Rimini -90, Bologna -75, Forlì-Cesena e Ravenna -62, Parma -49, Modena -44, Reggio -34, Piacenza -31, Ferrara -30.

 
“Ormai ci sentiamo considerati come il pastore della favola di Esopo che gridava al lupo al lupo – spiega il presidente Confesercenti Emilia-Romagna Roberto Manzoni- in realtà la situazione è realmente ormai oltre il limite sopportabile e la continua diminuzione di attività significa una vera sconfitta per tutto il mondo politico e un impoverimento per l’intero tessuto sociale. E’ anche la sconfitta della creatività e della capacità imprenditoriale dei nostri concittadini”.

 
Aggiunge il direttore dell’associazione Stefano Bollettinari: “E’ il segnale che i mesi sono passati e poco o nulla è stato fatto. Speriamo che questo nuovo governo abbia in calendario come priorità politica il rilancio delle piccole e medie imprese, senza le quali l’intero nostro Paese non potrà vedere una ripresa economica; in ogni caso – osserva Bollettinari – i provvedimenti annunciati ieri, pur con alcuni limiti, vanno nella direzione giusta nel tentativo di rilanciare consumi e occupazione, riducendo nel contempo la spesa pubblica”.

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